Prosegue in modo acceso il dibattito sul tema dell'#amnistia e dell'#indulto; come abbiamo visto con gli scorsi articoli, nella settimana appena conclusasi abbiamo registrato un importante intervento del Papa sul sovraffollamento carcerario e sui trattamenti ingiusti che vengono spesso applicati ai detenuti. Tra le dichiarazioni di Francesco ha assunto molto peso l'associazione tra carcere e tortura, oltre che la "direzione punitiva" che sta seguendo il nostro ordinamento, tanto da dare adito a "pulsioni di vendetta" più che a un vero e proprio recupero dell'individuo. In questo senso ricordiamo che la Commissione Giustizia presso il Senato della Repubblica è ancora in attesa dal #Governo Renzi e dal Guardasigilli Andrea Orlando dei dati aggiornati sulla situazione delle carceri, mentre gli ultimi comunicati al pubblico risalgono ad agosto e parlano di un sovraffollamento medio del 119%, con picchi che in alcuni penitenziari possono raggiungere addirittura punte del 220%.

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Intanto dalla società civile arrivano nuove richieste di intervento: prendendo spunto dalle dichiarazioni rilasciate dal Pontefice, un esponente dell'Associazione Antigone ha chiesto che "la politica impari dalle parole di Bergoglio. Si cominci con l'introdurre il delitto di tortura e con l'abolire subito la pena dell'ergastolo, dando lo stesso segnale di civiltà giuridica che ha saputo dare il Papa facendo queste cose alcuni mesi fa nell'ordinamento Vaticano".

Novità dal Parlamento: si pensa di eliminare l'ergastolo ostativo?

Con l'inizio della nuova settimana di lavori è importante segnalare anche una nuova proposta di legge in arrivo dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, sull'eliminazione dell'ergastolo ostativo. Nella pratica si tratta di una pena che priva (chi ha ricevuto una condanna per reati associativi) di qualsiasi beneficio alternativo alla carcerazione.

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A tal proposito, Danilo Leva (Partito Democratico) spiega perché si sta cercando di far passare l'abrogazione della legge 356/92: "uno Stato che non dà speranza ai detenuti non è uno Stato [...] l'ergastolo, che, privo com'è di qualsiasi speranza, di qualsiasi prospettiva, di qualsiasi sollecitazione al pentimento e al ritrovamento del soggetto, appare crudele e disumano non meno di quanto lo sia la pena di morte".

Nuovo intervento dei Radicali Italiani sui rimedi risarcitori: interpretazione ambigua

Nel frattempo il partito radicale torna a intervenire sulla legge svuota carceri 2014, con la quale l'Italia ha evitato un'infrazione europea offrendo una pena alternativa al carcere per chi ha commesso reati minori, oltre che dei rimedi risarcitori da versare a coloro che hanno subito situazioni di carcerazione ingiuste. Rita Bernardini, segretaria del Partito Radicale, ha spiegato che il recente corpo di legge non adempie alle richieste europee, anche perché per molti detenuti sarebbe impossibile accedere davvero ai risarcimenti.

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Secondo quanto affermato dalla stessa Bernardini, molte richieste inoltrate presso i tribunali di sorveglianza risultano inammissibili, visto che i giudici accolgono l'istanza "solo se il pregiudizio sia attuale e non riferito al passato". Come sempre, restiamo disponibili a far sentire la vostra voce con un commento all'articolo; se invece desiderate restare aggiornati sul tema dell'amnistia e dell'indulto, vi consigliamo di cliccare sul tasto "segui" disponibile in alto sotto al titolo.