Prosegue l'animato dibattito sul tema della sovraffollamento carcerario e sulla necessità di un provvedimento di #amnistia o di #indulto generalizzato, per poter incidere realmente sul problema. Nel corso degli ultimi giorni abbiamo registrato alcune nuove dichiarazioni del Ministro Andrea Orlando, che interpreta la sottile linea di mediazione tra l'area più populista del proprio partito e le richieste in arrivo dalla società civile e dal Parlamento, per un atto di clemenza di ampio respiro. Il Guardasigilli ha nuovamente posto l'attenzione sul punto del populismo penale e del giustizialismo utilizzato ai fini elettorali, che permea i decisori legislativi in senso trasversale (ovvero tanto nei rappresentanti della destra quanto della sinistra), creando di fatto la situazione di stallo a cui siamo tristemente abituati.

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È la politica a non volere una soluzione, secondo quanto affermato in passato proprio da Orlando.

Riforma Giustizia e Camere Penali: sale la preoccupazione dei penalisti

Nel frattempo crescono le remore dei penalisti, che scendono sul piede di guerra per protestare sull'attività della Commissione parlamentare presieduta da Nicola Gratteri. Dalle anticipazioni che stanno attualmente circolando tra i giornali si evidenziano proposte contraddittorie rispetto ai punti in discussione, tanto che si arriva a mettere in dubbio perfino il dialogo in corso con il Ministro Orlando. Il punto del contendere risiederebbe sulle ipotesi di riforme "parziali e settoriali, ispirate ad una logica di compressione del diritto di difesa, portatrici di una visione inquisitoria del processo".

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Un atteggiamento che se dovesse convertirsi nella norma, non solo lederebbe i diritti dell'accusato, ma secondo il rappresentante dell'Unione Camere Penali Italiane potrebbe scontrarsi perfino con il rischio d'incostituzionalità.

Amnistia e indulto, torna a parlare Donato Capece: l'emergenza non è superata

Purtroppo un'ulteriore conferma del fatto che la tensione nelle carceri resti altissima arriva dal Segretario Generale del Sappe Donato Capece, che sottolinea come sia arrivata una nuova notizia di suicidio dal carcere di Ascoli Piceno: "un ristretto che si toglie la vita in carcere è una sconfitta dello Stato". Ma Capece non si ferma qui: nelle dichiarazioni che ha reso recentemente alla stampa sottolinea come i problemi legati al sovraffollamento carcerario continuino nonostante i recenti miglioramenti dovuti allo svuota carceri 2014: "negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 16000 tentati suicidi ed impedito che quasi 113000 atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze".

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I commenti in arrivo dal web chiedono amnistia e indulto subito

D'altra parte, la gravità della situazione appena evidenziata è ben conosciuta dai nostri lettori ed evidenziata nei relativi commenti rilasciati in calce agli articoli di Blasting News che trattano l'argomento. L'insofferenza delle persone si concentra perlopiù sui continui rimandi della politica, che non sembra capace di riuscire a cambiare drasticamente la situazione, nonostante la gravità del momento. Afferma ad esempio M.S.: "stanno solo parlando da molto tempo, devono fare... devono fare... ma alla fine sono solo chiacchiere". E voi cosa pensate dei continui rinvii sul tema? Fateci sapere la vostra opinione con un commento; se invece desiderate restare aggiornati, potete utilizzare il tasto "segui" disponibile in alto. #Governo