Più detenuti ci sono e più difficile è per l'amministrazione penitenziaria e per il servizio sanitario garantire il diritto alla salute nelle carceri, mentre in commissione Giustizia al Senato riprenderà martedì 7 ottobre la discussione su #indulto e #amnistia 2014. La mancanza o la carenza di cure mediche generali e specialistiche uno dei tanti problemi provocati anche dal sovraffollamento carceri contro il quale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano chiede ormai da mesi l'approvazione di leggi straordinarie di clemenza come indulto e amnistia. Nuove denunce arrivano dal Lazio dove "ormai da mesi, ai detenuti del carcere di Frosinone non sono più garantite le cure odontoiatriche".

Pubblicità
Pubblicità

Carceri, diritto alla salute, indulto e amnistia: ultime notizie dalle carceri

Lo ha denunciato il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni: "Con il passare delle settimane - ha aggiunto - la situazione sta diventando sempre più grave". "Le strumentazioni obsolete e inservibili - ha proseguito in una nota il Garante dei detenuti del Lazio - e l'assoluta mancanza di materiali sono state le ragioni - secondo Angiolo Marroni - che hanno di fatto impedito che ai detenuti venissero erogate le necessarie cure. La carenza di cure odontoiatriche ha già causato all'interno del carcere - ha spiegato il Garante dei detenuti del Lazio che ha che più volte sollecitato le istituzioni a risolvere il problema mentre i detenuti continuano a invocare indulto e amnistia - l'aumento dell'uso di farmaci antidolorifici oltre a quello del rischio di insorgenza di patologie dell'apparato gastrointestinale".

Pubblicità

Sovraffollamento carceri, indulto e amnistia: a dura prova il sistema di sicurezza carceraria

Mentre in commissione Giustizia al Senato della Repubblica riprende con vigore la discussione sui ddl per la concessione di indulto e amnistia 2014, il sovraffollamento carceri continua a mettere a dura prova anche il personale e le misure di sicurezza all'interno degli istituti penitenziari italiani. Non solo è più difficile prevenire suicidi e gesti di autolesionismo, aggressioni o intervenire per evitare il degenerare delle frequenti risse, a rischio sono anche i controlli per l'eventuale introduzione di materiale che non potrebbe entrare all'interno delle carceri, a partire dalla droga. Le ultime notizie arrivano dal carcere di Padova dove "un uomo di origine tunisina - racconta il segretario del Sappe Donato Capece - si è presentato per sostenere il colloquio con un connazionale detenuto, ma i poliziotti penitenziari di servizio si sono insospettiti - spiega - per lo strano modo di parlare dell'uomo.

Pubblicità

Lo hanno quindi perquisito - prosegue il leader del Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria Sappe - e gli hanno trovato in bocca due involucri con otto grammi di hashish". Così è scattato l'arresto e il colloqui con il detenuto è ovviamente stato annullato. "Tutti possono immaginare - ha sottolineato il segretario del Sappe Donato Capece - quali e quante conseguenze avrebbe potuto causare l'introduzione di droga in un carcere. Vi è allora la necessità - secondo il leader del Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria - di riformare il sistema di giustizia criminale nei confronti delle persone tossicodipendenti, che abbiano commesso reati in relazione al loro stato".