In generale, nella letteratura, il fenomeno del clientelismo viene descritto come uno scambio iniquo tra due o più soggetti che si trovano in una posizione di status differente, uno più forte, l'altro più debole. Nella vita quotidiana, le situazioni clientelari modificano il pensiero degli individui, creando assuefazione dal punto di vista sociale e culturale. Ritornando all'aspetto teorico, emerge un significato diverso del termine da parte dei maggiori studiosi del clientelismo: politologi ed antropologi. Secondo i primi, il clientelismo si riferisce ai modi in cui i politici di un partito distribuiscono impieghi pubblici o favori speciali in cambio di appoggio elettorale.

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Secondo gli antropologi, invece, nel rapporto clientelare, il contraente (patrono) ha il potere di fornire benefici che la controparte (cliente) desidera. L'immagine distorta dei rapporti sociali, trova fondamento nella logica dei rapporti clientelari, grazie alla teoria dello scambio, infatti si capisce che la "generosità" del patrono è di stabilire rapporti di dipendenza personale, generando nel cliente obblighi che non può contraccambiare su un piano di parità. Il clientelismo, storicamente, è frutto di deficienze strutturali dello Stato che, nel corso degli anni, anziché essere contenute sono state rafforzate. Ciò ha comportato uno stravolgimento nell'agire umano.

Per rispondere all'interrogativo iniziale, una possibile "soluzione" che annienti questo male sociale, potrebbe essere: sul versante politico una riforma sostanziale della politica economica, che sia rivolta all'uso produttivo delle risorse e non esclusivamente a procacciare consensi, ossia un rapporto tra consenso e decisione, e tra responsabilità e accountability; invece, sul versante sociale, andrebbe realizzata una "riforma" culturale in cui i cittadini acquisiscano maggiore consapevolezza del proprio ruolo politico e di conseguenza il superamento di "familismo e fatalismo" che emerge nell'opinione pubblica: "Così è sempre stato e non può essere diversamente", "Così va il mondo".

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