Mentre in commissione giustizia al Senato della Repubblica resta accesa per i detenuti la speranza di misure di clemenza come #indulto e #amnistia 2014 (l'esame congiunto dei quattro ddl per indulto e amnistia riprende martedì 14 ottobre), un nuovo suicidio dietro le sbarre viene segnalato dal Sappe. Si è tolto la vita un detenuto cileno trentenne che si trovava nel carcere di Como per spaccio di droga e furto.

Indulto e amnistia 2014, sovraffollamento carceri: aumentano i suicidi dietro le sbarre

"Non sono passati che pochi giorni dall'allarme lanciato dal Sappe sulle criticità delle carceri lombarde - denuncia il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) Donato Capece - nelle quali dal 1 gennaio al 30 giugno 2014 si erano già contati il suicidio di un detenuto, 441 atti di autolesionismo, 54 tentati suicidi, 192 colluttazioni e 56 ferimenti.

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Il suicidio di un altro detenuto in carcere - aggiunge il leader del Sappe - dimostra come i problemi sociali e umani permangono eccome, nei penitenziari, al di là del calo delle presenze", ha aggiunto il leader del sindacato di polizia penitenziarie sollecitando al Governo Renzi misure contro il sovraffollamento all'interno delle carceri dove i detenuti, costretti a vivere in condizioni inumane e degradanti, continuano a invocare l'approvazione di amnistia e indulto 2014. "Sono 20 - ha sottolineato Capece - suicidi di detenuti nei primi sei mesi dell'anno".

Carceri in Sardegna, Cossa (Rif): atto arroganza Governo Renzi su Buoncammino

E sempre in tema di carceri, "mentre la politica è distratta lo Stato si riprende Buoncammino con pretesti futili ma con destrezza", dice il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa, intervenendo in merito al possibile trasferimento a Buoncammino del carcere minorile di Quartucciu in provincia di Cagliari in Sardegna, dove si registrano anche polemiche per la trasformazione del carcere dell'Asinara in carcere di massima sicurezza per detenuti sottoposti al 41 bis (carcere duro per mafiosi e terroristi).

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"In un colpo solo - aggiunge Cossa - toglie alla città uno degli edifici più ricchi di potenzialità di generare economia e chiude una struttura importante per la Sardegna come la scuola di polizia penitenziaria di Monastir". Si tratta di "uno scandalo che non può restare sotto silenzio" secondo il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa, che aggiunge. "Eppure lascia allibiti il silenzio del sindaco di Cagliari, Massimo Zedda - prosegue Cossa - davanti a questo atto di arroganza del Governo Renzi, è il caso di farsi sentire e valere in tutte le sedi. Anche - ha concluso Michele Cossa - con la Regione di Francesco Pigliaru, che si sta facendo soffiare da sotto il naso tutti i gioielli della Sardegna".