Mancano quattro giorni al Consiglio dei Ministri che sarà chiamato ad approvare la manovra economica e finanziaria. Dietro suggerimento di Juncker a Renzi sono pronti dei correttivi alla stessa per 2,9 miliardi per non dover rifare tutto daccapo. Ma sulla Legge di Stabilità del #Governo Renzi pende il rischio concreto di bocciatura europea. Intervistato da Lucia Annunziata su Rai Tre nel programma "In Mezz'ora", Padoan spiega la manovra in pillole.

Le certezze di Padoan

Il governo ostenta sicurezza e per bocca del suo ministro Padoan manda a dire che non ci si aspettano sorprese da Bruxelles che sarà chiamata a valutare la Legge di Stabilità presentata dall'esecutivo a guida Renzi.

Pubblicità
Pubblicità

Se l'Italia è l'unico Paese che non riprende la sua crescita economica la colpa è dei sindacati, secondo lo stesso ministro. Con le nuove misure di tagli e sconti su Irpef e Irap, il governo conta di creare 800.000 nuovi posti di lavoro.

I giudizi negativi

Se la legge in questione sia veramente in grado di rilanciare il Paese questo appartiene alla sfera degli indovini. Di certo per ora ci sono i tanti giudizi negativi espressi sul lavoro di Renzi fino a questo punto. Nei giorni scorsi era stato lo stesso Draghi ad esprimere le sue perplessità in merito al Jobs Act e alla sua aumentata capacità di produrre licenziamenti, suggerendo di mandare a casa i politici incapaci di creare occupazione. Adesso, da attendibili fonti europee, come riportato anche sul quotidiano milanese del Corriere della Sera a margine di una intervista al ministro dell'economia Pier Carlo Padoan, arriva un avvertimento all'Italia che viene sollecitata a garantire il giusto equilibrio strutturale portando allo 0,7% il deficit rispetto al Pil.

Pubblicità

Lo scarto che attualmente si riscontra, come le stesse fonti rimarcano, pari a 0,5 punti tra gli impegni assunti dal nostro Paese e le richieste europee sarebbe considerato una palese e "seria violazione" delle raccomandazioni Ue. La Legge di Stabilità dunque è a serio rischio bocciatura, in barba alle dichiarazioni di questo esecutivo. #Unione Europea