Il ministro dell' Interno Angelino Alfano ha emesso una circolare in cui invita i prefetti a far sì che i vari sindaci cancellino le trascrizioni di matrimoni gay contratti all'estero. Ed è subito polemica.

Origine del problema

La causa scatenante è stata la delibera del consiglio comunale di Milano, che ieri sera ha decretato il via libera per la trascrizione all'anagrafe dei matrimoni contratti all'estero tra individui dello stesso sesso. La delibera è stata approvata con 25 voti favorevoli, 5 contrari e 2 astenuti. A seguito di questa decisione, il ministro dell'Interno ha ritenuto opportuno ricordare, tramite una circolare diramata ai prefetti, che tali trascrizioni non possono essere effettuate e vanno quindi cancellate, in quanto i matrimoni gay in Italia non sono riconosciuti.

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Disobbedienze

La circolare in questione ha scatenato le reazioni di vari personaggi in vista, trai quali sindaci e politici. Il sindaco di Bologna Virginio Merola ha parlato di circolare stupida dicendo: "Rispondere con circolari a questioni che riguardano la vita concreta di tante persone non è solo burocratico, ma è anche tragicomico. Nessun motivo di ordine pubblico impedisce la trascrizione. Se vogliono annullare gli atti delle trascrizioni dei matrimoni contratti all'estero lo facciano. Io non ritiro la mia firma. Io non obbedisco". Il comune di Napoli minaccia di ricorrere in sede giudiziale, poiché a suo avviso la circolare è contraria al diritto costituzionale di uguaglianza. Anche i sindaci di Empoli e Grosseto puntano i piedi contro il povero Angelino Alfano. Polemici anche esponenti della politica, in particolare il presidente del PD Matteo Orfini twitta: "Invece che annullare le trascrizioni dei matrimoni gay, preoccupiamoci di renderli possibili anche in Italia", mentre Mara Carfagna parla di "vuoto normativo da colmare" e Roberto Speranza, capogruppo del PD alla camera continua: "Alfano si occupa con molta insistenza di nozze gay, come se da questo dipendesse la sicurezza del Paese.

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E i diritti delle persone invece?".

Riflessioni

A seguito di quanto detto, viene da chiedersi se sia giusto prendersela con un ministro che ha semplicemente fatto il proprio dovere, ricordando che la legge va rispettata e non interpretata. Il diritto di parola e di espressione è sacrosanto ma, se un problema c'è, va risolto rispettando la legge e le procedure dalla legge imposte. Vedere politici che si offendono appena possono non è democrazia, è soltanto l'ennesima vergogna. Forse la questione matrimoni gay, o forse sarebbe meglio definirla questione unioni civili, andrebbe discussa in parlamento, o meglio ancora sarebbe un referendum. Se così non è... allora la colpa è di Alfano... #Governo #Matrimonio