Nel corso delle ultime settimane si è alimentato il dibattito sul delicato tema dell'#amnistia e dell'#indulto, con importanti dichiarazioni da parte dell'esecutivo e dei soggetti politici minori che si occupano della questione carceraria; da un lato il Ministro Andrea Orlando ha rilasciato i primi dati sul sovraffollamento, indicando una diminuzione della popolazione penitenziaria. Dall'altro il Partito Radicale ha sottolineato come le misure attuate con lo svuota carceri 2014 siano risultate insufficienti o spesso di difficile attuazione. Purtroppo anche le rivendicazioni da parte dei dipendenti pubblici operanti all'interno delle strutture di sicurezza non sono state confortanti (si pensi ai continui allarmi da parte del Sappe), fattori che fanno ritenere il problema del raggiungimento di condizioni dignitose di detenzione ancora lontano da una soluzione definitiva.

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Le dichiarazioni del Ministro Orlando raccontano di fatti importanti e indicano l'inversione di tendenza

Il Ministro Andrea Orlando ha recentemente parlato delle misure prese dal #Governo Renzi per cercare di alleviare il problema del sovraffollamento carcerario, sottolineando che con tali provvedimenti si sono fatti importanti passi in avanti rispetto al passato. "Paghiamo molti ritardi [...] ma in questi anni è stata invertita la tendenza" ad utilizzare il carcere come una sorta di sostituto dei servizi sociali. Il riferimento è ovviamente alla penalizzazione dei rati minori, che ha portato a diversi tragici eventi riportati nella cronaca e che è stata oggetto nello svuota carceri di misure alternative alla carcerazione. In particolare, sarebbe proprio l'affidamento ad attività lavorative protette all'interno di comunità e associazioni (che hanno firmato delle apposite convenzioni con le Regioni) ad aver offerto finora i risultati più interessanti.

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Un aspetto sicuramente positivo riguardo la recente riforma, visto che lo stesso Ministero della Giustizia avrebbe quantificato in circa 6.000 le persone che hanno potuto beneficiare di tali misure.

Il Partito Radicale sottolinea l'insufficienza delle misure intraprese, serve amnistia e indulto

Nel corso di questo mese il Partito Radicale ha più volte sottolineato che le misure presenti nello svuota carceri 2014, sebbene rappresentino un'inversione di tendenza rispetto al passato, siano ancora troppo blande per porsi come soluzione all'attuale problema del sovraffollamento carcerario. Anche perché le numerose richieste di risarcimento per ingiusta detenzione vengono spesso respinte dai coloro che sarebbero chiamati a convalidarle, mentre l'attività lavorativa in carcere non dovrebbe rappresentare una misura dedicata ai reati minori, ma un vero e proprio percorso di recupero dell'individuo esteso a tutti i carcerati. Anche per questo, i radicali italiani ribadiscono l'importanza dell'amnistia e dell'indulto generalizzato come due uniche soluzioni per poter affrontare il problema in modo drastico e per portare ad una soluzione che possa dirsi realmente definitiva.

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