Torna a farsi sentire il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, questa volta direttamente dagli Stati Uniti, dove si è recato in missione nei giorni del 12 e 13 novembre. L'importante vertice ministeriale tra UE e USA ha lasciato spazio anche per alcuni commenti del Guardasigilli sulle recenti questioni interne, riguardanti il problema del sovraffollamento carcerario e il grave stato di disagio provato attualmente da molti carcerati. Il punto della questione sarebbe il rifiuto da parte di Strasburgo di prendere in considerazione i numerosi ricorsi arrivati negli ultimi mesi da parte dei carcerati, che hanno vissuto sulla propria pelle i problemi derivanti dal sovraffollamento delle strutture di reclusione.

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Purtroppo sembrerebbe proprio questo atteggiamento uno dei maggiori fattori di stallo per la trattativa su #amnistia e #indulto 2014 / 2015 attualmente in corso presso la Commissione Giustizia in Senato.

Il Ministro Orlando ritiene giusta la decisione della Corte Europea

Secondo quanto affermato dallo stesso Orlando "la decisione della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di respingere tutti i ricorsi ricevuti negli ultimi anni dai detenuti italiani sancisce definitivamente la serietà e la correttezza messa in campo dal #Governo nell'affrontare la drammatica emergenza del sovraffollamento carcerario". Il Guardasigilli deve necessariamente ritenere che le misure attuate con lo svuota carceri 2014 abbiano ristabilito condizioni di detenzione dignitose, ma sebbene gli vada riconosciuto il passo avanti effettuato con il provvedimento intrapreso questa estate, nella realtà dei fatti i problemi sarebbero ben lontani da una soluzione che possa considerarsi davvero adeguata o definitiva.

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Tanto che sul punto Orlando ammette come ci sia ancora "moltissimo da fare per rendere la pena e il carcere [...] in linea con la costituzione". 

Emergenza carceraria: persistono condizioni sanitarie preoccupanti

D'altra parte, dalle carceri continuano a giungere notizie preoccupanti. Ad esprimersi, questa volta, è stata la Società italiana di Medicina Penitenziaria, che sottolinea come tra le celle italiane siano diffuse malattie e infezioni con tassi percentuali molto più elevati rispetto a quanto non avviene normalmente nella popolazione italiana. Si parla infatti di Aids, TBC e HCV. Addirittura vi sarebbe in corso un elevato rischio di contrarre l'epatite B, proprio a causa dell'abbandono terapeutico e dalla mancanza di cure dettate dalle scarse risorse disponibili. Basta poi leggere le opinioni dei nostri lettori per rendersi conto che l'emergenza non dovrebbe essere considerata come superata. G.P. afferma in un nostro precedente articolo su amnistia, indulto e sovraffollamento: "abbiamo firmato la convenzione di Ginevra, si deve rispettare [...] In Italia esiste ancora la tortura, sia corporale sia psicologica".

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