Il tenente colonnello Isaac Zida, ex vice comandante della guardia presidenziale, è il nuovo sovrano del Burkina Faso. Dopo aver assaltato i palazzi pubblici, la popolazione ha costretto l'intero governo alla fuga. Zida e i suoi uomini hanno preso il potere la scorsa settimana dopo che Blaise Compaore è fuggito. Come più volte visto nella storia un uomo dell'esercito ha preso il comando, in questo caso è Isaac Zida. L'Unione Africana ha comunicato che imporrà delle sanzioni, al Burkina Faso, se non verrà ceduto il potere dall'esercito ad un governo civile. Gli Stati Uniti hanno sempre adottato una linea diplomatica chiara in questi casi, dove leader eletti vengono rovesciati da giunte militari, le relazioni diplomatiche vengono interrotte.

Pubblicità
Pubblicità

In questo caso non è successo, non è stata resa nota nemmeno una condanna ufficiale.

Gli Stati Uniti erogano 15 milioni di dollari ogni biennio per la lotta al terrorismo. Proprio il tenente colonnello Zida nel 2012 ha frequentato un corso antiterrorismo di 12 giorni nella MacDill Air Force Base in Florida. Nello stesso anno, come citato dal Washington Post, lo stesso colonnello, ha frequentato altri corsi e tutti a spese degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti hanno in Burkina Faso un'importante base militare che consente l'appoggio alle operazioni in tutta l'Africa occidentale. Isaac Zida non è l'unico ufficiale africano che dopo aver frequentato dei corsi negli USA ha collaborato ad un colpo di stato. Amadou Sanogo, capitano delle forze governative del Mali ha rovesciato il proprio governo, anche lui era presente in Florida come Zida.

Pubblicità

Non vi sono prove evidenti di nessuna pianificazione, tanto più che i motivi della rivolta popolare contro il deposto presidente Blaise Compaore, a seguito del suo tentativo di modifica della costituzione per permettere il perdurare della sua carica, sono da considerarsi legittimi. Risulta curioso che l'esercito, proprio attraverso gli uomini addestrati dagli Stati Uniti, sia stato così tempestivo a prendere il potere al minimo sentore di crollo delle istituzioni democratiche.