Non è certo un momento particolarmente favorevole al premier Renzi (PD) che al 16 novembre 2014, se la matematica non è un'opinione, viene messo in seria discussione dai sondaggi politici firmati Demos&Pi. Confrontando i risultati delle Europee con quelli delle intenzioni di voto ad oggi, l'ex sindaco di Firenze passa dal 41% dei consensi al 36,3% ma soprattutto viene dato in forte aumento il leghista Salvini che avrebbe addirittura il 30% e che del resto in queste settimane sta facendo parlare molto di sé con le sue visite ai vari campi Rom. La grande visibilità mediatica produce sempre buoni risultati in termini di consensi e voti, soprattutto quando i singoli leader politici riescono a parlare alla "pancia" del Paese, cosa peraltro piuttosto facile visti i gravi problemi sociali che affliggono l'Italia.

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La fase di stallo del Partito Democratico

E' chiaro che i recenti "scontri" coi sindacati non potevano rafforzare la leadership di #Matteo Renzi, anche tenuto conto delle forti contestazione al cosiddetto Jobs Act. C'è la sensazione che l'elettorato del PD stia valutando con attenzione la situazione, prendendosi del tempo per dare una valutazione definitiva alla legge di stabilità e nella consapevolezza della notevole debolezza della Destra in questa fase, che oggettivamente ha mostrato di soffrire molto il notevole ridimensionamento del leader carismatico Berlusconi dopo le note vicende giudiziarie degli ultimi anni eil Rubygate che ha in un certo senso sporcato la sua immagine pubblica.Più della forza e delle nuove idee del Centrosinistra sembra potere lo sfaldamento di un Centrodestra in cerca di autore ma stranamente incapace di rinnovarsi e di presentare volti nuovi.

La forte crisi economica in atto non solo a livello italiano e le notevoli tensioni verso gli immigrati (pensate alle vicende di Tor Sapienza, a Roma, di questi giorni) potrebbe spingere in alto la Lega, che ha trovato in Salvini l'uomo giusto per sostituire Umberto Bossi.

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Il 30% che gli è attribuito dall'ultimo dei sondaggi elettorali firmati Demos&Pi è molto significativo, ma anche prevedibile. L'elettorato del nord potrebbe infatti scegliere di votare Lega proprio per la mancanza di progetti credibili a centro-destra e del resto non si possono chiedere sempre "miracoli" elettorali a Silvio Berlusconi che peraltro accusa altri problemi di salute agli occhi (uveite).



Di certo l'anno 2015, tra aumenti, posti di lavoro che si riducono in misura inquietante e una crescente preoccupazione per il futuro minaccia di essere un anno molto difficile a livello socio-economico per un'Italia che da anni soffre e che più di altri Paesi ha mostrato di soffrire, causa un debito pubblico abnorme, l'ingresso nell'Euro.



Tra i leader politici a crescere è, come abbiamo detto, la fiducia in Matteo Salvini (30%). Molto bene anche Maurizio Landini (28%) distintosi in queste settimane di forti contrasti sindacali e Giorgia Meloni (11,5%) che ha il merito di offrire un'opzione all'elettorato di Destra in una fase confusa.



Stabile il M5S che forse continua a identificarsi troppo in un personaggio forte ma a volte anche discusso come Grillo.

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Dopo il boom iniziale il movimento sembra impegnato a studiare la strategia giusta per crescere ulteriormente ma la verità è che forse perse una grande occasione all'uscita delle urne politiche, quando avrebbe potuto governare insieme al PD. Solo il tempo dirà se quella scelta fu politicamente giusta o sbagliata.