È sempre tempo di #Sondaggi politici elettorali, specie in questo momento di crisi ormai quasi cronica e di incertezze a livello governativo. Matteo Renzi sembra aver finito la luna di miele con gli italiani, tuttavia il consenso attorno all'ex Sindaco di Firenze non sta subendo grossi colpi. Secondo l'ultimo sondaggio politico targato IPR Marketing per Porta a Porta, il Partito Democratico sarebbe saldamente in testa nelle intenzioni di voto degli italiani ma con la legge elettorale in vigore, ovvero il Consultellum, non avrebbe la maggioranza assoluta per governare da solo.

Il #Pd, infatti, si fermerebbe poco sotto quota 40% ottenendo 294 seggi, ben lontano dalla soglia di 316 che consentirebbe a Renzi di formare un governo tutto suo.

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Pertanto il premier attuale sarebbe costretto ad una alleanza con Forza Italia (poco più del 14% e 108 seggi) per un esecutivo che almeno dal punto dei vista dei numeri sarebbe abbastanza stabile o con NCD-UDC (4% pieno e 29 seggi), ma in quest'ultimo caso gli accordi sarebbero sostenuti da una maggioranza ballerina visti gli ipotetici 323 parlamentari - solo sette sopra la soglia - a sostegno dell'ipotetico nuovo governo.

Sondaggi politici IPR, Renzi davanti a tutti anche col PD spaccato

Ad ogni modo, quello realizzato da IPR per Porta a Porta rientra di diritto nei sondaggi politici elettorali meritevoli di approfondimento. Perché? È presto detto. L'istituto al quale si rivolge Bruno Vespa per le rilevazioni da presentare nel suo storico talk show ha lanciato lo sguardo verso uno scenario che in futuro, anche prossimo, potrebbe verificarsi: la spaccatura, o scissione, del PD.

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In queste ultime settimane Renzi ha toccato con mano il dissenso crescente maturato nel suo partito e manifestato sia in Parlamento che nelle piazze, per cui è chiaro che l'eventualità di una divisione del Partito Democratico sia oggi un epilogo verosimile e dunque da monitorare costantemente. Il sondaggio politico realizzato da IPR in questo senso mette in evidenza come Renzi e i suoi fedelissimi non dovrebbero ad oggi patire più di tanto una scissione, infatti il Partito della Nazione - che comprenderebbe gli ex PD, Ncd, Udc, Sc ed altri piccoli movimenti d'area - otterrebbe un ottimo 36% a fronte del 39,5% in caso di PD unito. Mentre il Partito della Sinistra - derivante dagli ex PD d'area e dai vendoliani - si attesterebbe intorno al 9,5%.

Insomma, Renzi in ogni caso sarebbe il faro del nuovo partito centrista, il succo di questo sondaggio politico è sostanzialmente questo, ma soprattutto sarebbe il premier designato a guidare nuovamente l'Italia in caso di elezioni anticipate.

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Certo, sarebbe ancora e di più costretto ad allearsi con Silvio Berlusconi, ma la sensazione è che Renzi effettivamente non si preoccupi più di tanto della possibile scissione del PD sapendo che in entrambi i casi dovrebbe allearsi con qualcuno per governare. Dunque per il politico toscano forse sarebbe anche meglio disfarsi dei dissidenti interni per avere maggior libertà di azione al tavolo della nuova coalizione politica che voterebbe la fiducia al suo Governo numero 2. #Matteo Renzi