Continua ad animarsi il dibattito sul delicato tema del sovraffollamento carcerario e riguardo le gravi conseguenze che ricadono tanto sui detenuti quanto sui lavoratori pubblici che prestano servizio all'interno delle strutture italiane. Nella giornata del 29/11 è tornato ad esprimersi il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, che ha presenziato un congresso sul tema della legalità nella Regione Liguria. In tale occasione il Guardasigilli ha ribadito gli attuali limiti del sistema penitenziario e le misure fin qui adottate dal #Governo Renzi per riuscire a compiere un'importante inversione di tendenza.

Le dichiarazioni del Ministro Orlando sul problema delle carceri

Proprio sul nodo del sovraffollamento Orlando ha voluto rimarcare il punto, ribadendo che le misure alternative alla carcerazione previste dallo svuota carceri 2014 stanno dando dei buoni riscontri.

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Nella pratica, grazie ad una serie di convenzioni stipulate con le singole regioni, per molti detenuti colpevoli di reati minori è possibile vedersi aprire le porte del carcere, per essere affidati a comunità gestite da associazioni di volontariato. Ma non solo, tali condannati possono anche svolgere delle attività lavorative come alternativa alla carcerazione; un passo importante per poter reinserire le persone nella società civile. Questo passo ha portato a risultati concreti, perché la popolazione carceraria è passata in pochi mesi a 53.000 detenuti, dai 68.000 di partenza. Più problematica sembra invece essere la questione dei risarcimenti pecuniari, visto che molte richieste di rimborso sembrano infrangersi contro la burocrazia dello Stato. Un fenomeno che ha portato a polemiche veementi, perché l'Ue ha ritenuto tali rimedi sufficienti al respingimento dei ricorsi inoltrati dai detenuti italiani.

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Carceri: l'Italia è il paese del paradosso, ma Orlando ritorna sul problema del populismo penale

Interessanti anche le considerazioni del Ministro Orlando sul problema del populismo penale che ha pervaso per molti anni il Bel Paese, creando di fatto i presupposti per l'attuale situazione di difficoltà nella gestione della giustizia. "L'Italia è tra i Paesi europei che spende di più per le carceri, ma siamo anche tra coloro che hanno più casi di recidiva [...] la messa alla prova ha dato risultati interessanti, ma la crisi del welfare aumenta l'insicurezza dei cittadini". D'altra parte, va ricordato che sebbene si possa parlare di passi avanti, dalla società civile continuino ad arrivare appelli per un provvedimento di #amnistia e #indulto più ampio. Non sono solo i Radicali Italiani a chiedere che venga attuata una simile soluzione; anche diverse associazioni per i diritti civili chiedono un intervento di clemenza, mentre la discussione al riguardo sui 4 ddl congiunti in Commissione Giustizia al Senato sembra ancora bloccata per un periodo di tempo indefinito

E voi, cosa pensate al riguardo di queste recenti avvenimenti? Come sempre, se ne avete piacere restiamo in attesa di sapere la vostra opinione con un commento all'articolo, ricordandovi che potete ricevere tutte le ultime notizie su amnistia e indulto utilizzando la funzione "segui" presente in alto, sotto al titolo.

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