Continua a mantenersi elevata la tensione all'interno del sistema carcerario italiano; come ben sanno i nostri lettori il problema del sovraffollamento ha visto un importante risultato con lo svuota carceri 2014, che ha previsto delle misure alternative alla carcerazione per circa 6000 detenuti. Ma tali provvedimenti restano comunque destinati solo a coloro che hanno commesso reati minori, pertanto l'inversione di tendenza non sembra ancora sufficiente ad alleggerire le situazioni di maggior disagio, tanto che restano all'ordine del giorno le denuncie da parte del Sappe (il principale sindacato autonomo di polizia penitenziaria) sugli episodi di malessere e di violenza.

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Il Sappe denuncia rissa presso il carcere di Udine e nuovi tentativi di suicidi

Stante la situazione, non è un caso se il Sappe è tornato a denunciare gravi episodi che avvengono all'interno dei penitenziari italiani. L'ultimo in ordine di tempo risale a ieri sera ed è successo all'interno del carcere di Udine. Il Segretario Generale Donato Capece ha parlato di "tre detenuti albanesi che se le sono date di santa ragione", spiegando che il peggio è stato evitato solo grazie alla pronta reazione delle forze di polizia penitenziaria. "La rissa è sintomatica di un'emergenza penitenziaria che permane" prosegue Capece, ritornando sulle parole pronunciate dal Ministro Orlando in seguito al rifiuto di accogliere i ricorsi dei detenuti da parte della Corte di Giustizia europea; nella pratica, sottolinea il suo stupore sul fatto che l'emergenza sia stata definita come superata.

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Per non parlare degli atti di autolesionismi che si sono susseguiti negli ultimi mesi, in alcuni casi purtroppo con esiti tragici.

#amnistia e #indulto al Senato, resta tutto fermo: svuota carceri come linea rossa da non superare?

Le condizioni in cui si trovano a vivere i carcerati e a lavorare i sindacati di polizia restano emblematiche del lavoro che resta ancora da fare sul punto del sovraffollamento carcerario. Purtroppo sembra che i provvedimenti inseriti nello svuota carceri 2014 (seppur positivi) potrebbero diventare una linea rossa da non superare, al fine di garantirsi il favore di una parte della popolazione. È la constatazione che si arriva a fare dopo che per mesi il lavoro della Commissione Giustizia al Senato è risultato inefficace, mentre lo studio dei 4 ddl unificati per un atto generalizzato di amnistia e indulto è stato messo in quarantena in attesa di raccogliere dati ancora più approfonditi sul problema.

Resta un fatto: ancora molte persone sono in attesa di risposte, che nel breve termine non sembrano poter arrivare. Come sempre, restiamo a disposizione con l'area del sito dedicata ai commenti per ricevere le vostre opinioni sulle vicende riportate. Se invece desiderate restare aggiornati sulle ultime news riguardanti amnistia e indulto, potete utilizzare la funzione "segui" presente in alto, sotto al titolo. #Governo