Nel corso di quest'anno è stato approvato dal ministro della Giustizia Andrea Orlando il cosiddetto decreto 'svuotacarceri' che ha risolto in parte il problema del sovraffolamento delle carceri, situazione ormai prossima al collasso. Probabilmente la riforma vera e propria entrerà in vigore nel 2015. Proprio il decreto voluto dal guardasigilli è un insieme di norme che ha portato ad un'alternativa lavorativa per alcuni detenuti oltre ad un risarcimento previsto per quei carcerati che hanno dovuto sottostare a condizioni carcerarie disumane.

Quindi, circa 6.000 detenuti hanno beneficiato di questo provvedimento anche se il sovraffollamento rimane tuttora un problema che dovrà essere risolto il prima possibile.

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Bisogna tener presente che i precedenti governi non avevano fatto praticamente nulla per risolvere questa problematica. In seno al Partito Democratico, relativamente all'#amnistia e all'#indulto, non c'è unione di vedute; anzi, lo scontro al suo interno è abbastanza evidente; mentre Orlando è favorevole a queste norme, Renzi rimane piuttosto neutrale, forse per non creare disaccordi all'interno dei democratici stessi e per non perdere, anche, una fetta di elettorato. Molti degli esponenti dem si oppongono a norme che possano liberare i penitenziari italiani. Altri invece auspicano un intervento in favore dell'indulto e dell'amnistia.

Ora, grazie alla perseveranza del ministro Orlando, almeno qualcosa è stato fatto anche se molto resta ancora da fare. Sicuramente, nel 2015 dovrà essere affrontato l'argomento più a largo raggio. Infatti, si attende una completa riforma della giustizia sapendo che sarà difficile che il Parlamento approvi la riforma senza dare battaglia al suo interno. Trovare una maggioranza su questo tema non sarà certamente facile. Vedremo cosa succederà tra qualche mese. La situazione è in continua evoluzione; vi terremo aggiornati su qualsiasi notizia relativa all'amnistia e all'indulto. Per questo siete invitati a cliccare sul tasto 'segui' nella parte superiore del presente articolo. #Matteo Renzi