Prosegue il dibattito sul delicato tema dell'#amnistia e dell'#indulto, nonché sulle vicende legate al sovraffollamento carcerario. A denunciare altri episodi di tensione è il Sindacato di Polizia Sappe, che dopo aver riscontrato nuovi atti di violenza ha deciso di rilasciare delle dichiarazioni di protesta. L'ultimo episodio è apparso particolarmente emblematico: durante una perquisizione presso il carcere di San Cataldo, un sovrintendente della polizia è stato aggredito con un pugno all'orecchio. Immediata la reazione delle forze di sicurezza, che hanno dovuto ripristinare l'ordine. Il segretario Regionale del Sappe è quindi intervenuto con delle dichiarazioni, spiegando che "questo episodio va purtroppo ad aggiungersi ad altri episodi di violenza che negli ultimi tempi accadono negli istituti penitenziari".

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D'altra parte, le proteste dei lavoratori pubblici vanno ad unirsi a quelle dei detenuti, spesso costretti a scontare la propria pena in situazioni di disagio causate dal sovraffollamento e dalle condizioni deficitarie delle strutture di reclusione.

Amnistia e indulto, ultime notizie dal Parlamento ma provvedimento di clemenza resta lontano

Purtroppo fino ad ora la risposta della politica non è risultata sufficiente a risolvere i problemi in essere, come dimostrano le recenti notizie che vi abbiamo appena riportato dalle carceri. Attualmente #Governo e Parlamento stanno cercando "la quadra" sulle riforme costituzionali, ma le cose non sembrano andare nella giusta direzione per chi si attende risposte in tal senso: negli ultimi tempi sono stati molti gli emendamenti bocciati e originariamente pensati per rendere possibile un'amnistia o un'indulto generalizzato, mentre resta fermo l'esame dei 4 ddl tutt'ora in corso presso la Commissione Giustizia del Senato.

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Stante la situazione, resta evidente che il principale ostacolo per un provvedimento di ampie vedute sul tema resta di natura politica, perlomeno fino a quando vi saranno partiti che cavalcheranno il populismo penale al fine di ottenere il consenso dell'elettorato. Nel frattempo il Ministro Orlando starebbe cercando di aggirare l'ostacolo parlamentare con una politica dei piccoli passi, ovvero con i recenti provvedimenti presi attraverso lo svuota carceri 2014, che hanno permesso una riduzione carceraria di circa 6.000 unità. Un'inversione di tendenza positiva, ma che sembra ancora insufficiente rispetto alla tensione che si è accumulata negli ultimi anni all'interno delle strutture di sicurezza.

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