Tutte le cifre contenute nel Rapporto 2014 sulla pena di morte di Nessuno tocchi Caino potrebbero variare sensibilmente se si considera che molti Paesi autoritari non forniscono di certo statistiche ufficiali; in Cina, Vietnam, Bielorussia e (non formalmente ma in concreto) in Iran e Iraq, la pena di morte è considerata un segreto di Stato. In Egitto, Corea del Nord, Malesia e Siria le esecuzioni sono assolutamente tenute nascoste anche ai giornali locali; in Paesi come Arabia Saudita e Sudan del Sud diventano di dominio pubblico solo dopo che i condannati sono stati giustiziati.

Celate da un velo di segretezza anche le esecuzioni di cosiddetti paesi democratici come Giappone, Indonesia, India, Taiwan e Stati Uniti (per questi ultimi, sono 32 i Paesi che usano l'iniezione letale).

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Nel 2013, i tre Paesi che hanno praticato l'iniezione letale sono stati la Cina, gli Stati Uniti e il Vietnam; nel 2014, Stati Uniti e Cina. Parlando di Paesi democratici, i dati più preoccupanti riguardano proprio gli Stati Uniti impegnati a nascondere i metodi con cui vengono compiute le esecuzioni: è aumentata la segretezza riguardo all'iniezione letale, una tattica dei legislatori e delle autorità carcerarie per impedire i ricorsi e il blocco della vendita dei prodotti letali offerti dalle ditte farmaceutiche alle amministrazioni penitenziarie.

A dicembre 2014 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite voterà la quinta Risoluzione per invitare gli Stati membri a definire una moratoria delle esecuzioni allo scopo di abolire la pratica della pena di morte. In quest'ambito, l'organizzazione di Nessuno tocchi Caino è di rinvigorire il testo e contribuire ad accrescere il numero dei cosponsor e dei voti favorevoli; a questo scopo l'associazione ha programmato nuove missioni in alcuni Paesi africani per contribuire fortemente a sensibilizzare i governi sulla Risoluzione ONU e a sostenere il processo interno per l'abolizione della pena di morte nel mondo.

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Al 30 giugno 2014, i Paesi democratici che hanno messo in atto la pena di morte sono stati 3 per un totale di 29 esecuzioni: Stati Uniti (23 esecuzioni), Taiwan (5 esecuzioni) e Giappone (1). In questi 3 Paesi la pena morte è celata da un velo di segretezza.

Nel 2013, sono state compiute 39 esecuzioni e le ultime due programmate per quest'anno sono avvenute in Georgia e Missouri. Il 9 ottobre 2013, la IACHR (Commissione Inter-Americana sui Diritti Umani) ha sollecitato i Paesi caraibici che mantengono la pena di morte ad abolirla o quantomeno ad introdurre una moratoria. Lo scorso anno, in Africa, le esecuzioni sono state 57 (contro le 44 del 2012), praticate nei 5 Paesi dove ancora vige la pena di morte: Somalia, Sudan, Sudan del Sud, Nigeria e Botswana. La Bielorussia è l'unica eccezione europea: nel 2013, non sono state compiute esecuzioni, che però sono riprese nell'aprile 2014 per un totale di due. Domenica 14 dicembre è stato organizzato presso la sede del Partito Radicale in via di Torre Argentina 76 a Roma un evento che riunirà i Premi Nobel per la Pace, col patrocinio del Segretario Permanente del World Summit of Nobel Peace Laureates per la moratoria universale delle esecuzioni, a qualche giorno di distanza dal voto dell'Assemblea Generale dell'ONU.

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