In Russia i social network #facebook e #Twitter rischiano il blocco per essersi rifiutati di chiudere le pagine dei sostenitori di Alexei Navalny, che sollecitano le persone a scendere in piazza per sostenere il leader dell'opposizione. Se non verrà rispettato il diktat di Roskomnadzor, secondo quanto riferisce il canale televisivo russo Dozhd, potrebbero esserci conseguenze serie e provvedimenti molto rigidi. Tutto ciò è avvenuto dopo che la procura ha chiesto al tribunale di Mosca di condannare a 10 anni di reclusione Navalny e a 8 anni suo fratello Oleg per il caso Yves Rocher. Il verdetto verrà emesso il 15 gennaio. I social network sono stati di grande supporto alle proteste di massa in Russia negli ultimi tempi contro l'ultima candidatura al Cremlino di Vladimir Putin.

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In previsione di una forte crisi economica e monetaria, l'ex vicepremier Aleksey Kudrin teme che avverrà una nuova ondata di proteste.

Dopo l'ultima udienza del processo, Roscomnadzor ha preteso lo stop della pagina su Facebook, su Twitter e sul social network russo VKontakte che sostiene l'oppositore Navalny. Il tribunale ha inviato ben 53 lettere al co-fondatore di VKontakte Nikolay Durov, che contengono la richiesta di rimuovere pagine e gruppi che riportano il termine 'massa'. Per Durov richieste del genere sono assolutamente illegali. I social network Twitter e Facebook, inizialmente, hanno reagito dichiarandosi contrari a bloccare i sostenitori di Navalny. Apprezzabili le loro intenzioni ma, alla fine, la pagina sul Facebook russo che invitava la gente a scendere in piazza è stata bloccata sul serio.

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Un portavoce del moderatore di Internet russo, Roskomnadzor, ha riferito domenica che la pagina è stata bloccata per ordine dell'accusa.

L'evento Facebook, chiamato "Adunata pubblica per discutere il verdetto", raggruppava 12.000 iscritti nel momento in cui è stato bloccato ed ora è visibile solo attraverso un IP non russo e solo per utenti non russi. Navalny - il cui ruolo di leadership dell'opposizione è stato costruito negli anni attraverso il suo blog di anti-corruzione popolare e varie campagne online gestite accuratamente - ha criticato il social network per essersi fatto piegare dalla pressione del Cremlino. "È un comportamento piuttosto sgradevole e sorprendente quello di Facebook russo. Pensavo che avrebbe almeno richiesto un ordine della corte piuttosto che bloccare le pagine non appena Roskomnadzor gliel'ha chiesto" ha scritto Navalny sulla sua pagina personale. Un ambasciatore americano a Mosca, Michael McFaul, ha scritto sul suo blog Twitter che il blocco ha creato un "orribile precedente" e che Facebook dovrebbe correggere il suo "errore" prima possibile.

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I sostenitori si sono iscritti velocemente a pagine dell'evento create nuovamente facendo la loro resistenza alla censura su Facebook. Navalny, avvocato 38enne, è stato accusato insieme a suo fratello Oleg di appropriazione indebita per circa 27 milioni di rubli (più di mezzo milione di dollari) quando una società di cosmetici, Yves Rocher Vostok, ha usato la loro ditta di consegne. Questa è solo una delle tante vicende che ora le autorità russe gli imputano. E' stato anche condannato a cinque anni di prigione per appropriazione indebita ai danni di una società statale di legname, sebbene la sentenza sia stata poi sospesa. Navalny ha detto di aver trascorso quasi un anno agli arresti domiciliari aggiungendo che il caso è stato fondato su "bugie assolute".