Ci siamo. Entro questa settimana è previsto il voto sulla legge di Stabilità al Senato, un passaggio molto importante per il futuro del governo Renzi. Diverse le problematiche da affrontare e che potrebbero essere risolte con il testo in esame. Argomento clou è certamente quello della riforma sulle pensioni che sta facendo discutere molto anche e, soprattutto, in ambito europeo. Sembra quasi certa l'abolizione delle penalizzazioni, previste dalla legge Fornero, per tutti quei lavoratori che decidono di lasciare il lavoro prima dei 62 anni che abbiano però una anzianità contributiva di almeno 35 anni. Sempre in ambito pensionistico appare scontata l'approvazione della proroga dell'opzione donna con sistema contributivo al 31 dicembre dell'anno prossimo.

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Ma altre argomentazioni sono in attesa di una risposta. La tassazione sui fondi pensione dovrebbe passare dall'11,5 al 17 percento. Inizialmente si parlava di una percentuale pari a 20. Anche le casse previdenziali dei professionisti dovrebbero aumentare l'aliquota al 20 percento. In questo caso, almeno in prima battuta, si parlava del 26 percento. Per quanto riguarda i '#Quota 96', argomento cruciale del governo Renzi, il partito di Grillo ha proposto un nuovo emendamento che possa risolvere quest'annoso problema; ricordiamo che questa categoria di lavoratori (sono circa 4.000) appartengono al mondo della scuola. Essi hanno già maturato i requisiti per andare in pensione ma, a causa di un errore inserito nella legge Fornero, sono ancora in servizio. Per quanto riguarda il tema dell'#indulto e dell'#amnistia, si attendono decisioni a breve anche se le parti politiche sono abbastanza divise su questa problematica.

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Da una parte c'è chi vuole andare avanti con il 'decreto svuotacarceri' voluto dal ministro Orlando, dall'altra si auspica l'approvazione di un decreto ad hoc su indulto e amnistia. Anche perché è vero i detenuti in Italia sono diminuiti ma è pur vero che l'emergenza carceraria rimane. Ancora qualche giorno e vedremo cosa verrà deciso in seno al governo Renzi.