Oltre 250 mila euro all'anno per "combattere contro un muro di gomma" e per non veder poi attuato quanto deciso dalle commissioni consiliari. Riesplode il caso dell'amministrazione comunale del Comune di Agrigento, già nell'occhio del ciclone nei giorni scorsi per via delle ingenti spese dei consiglieri comunali. Ieri sera durante la puntata di Ballarò è andato in onda un servizio di Alessio Lasta capace di indignare il conduttore Massimo Giannini e il guru del giornalismo italiano Paolo Mieli: "cacciateli tutti, mandateli a casa, hanno rubato" il pesante commento dell'ex direttore del Corriere della Sera.

Il succo della questione riguarda il numero straordinario di sedute di commissioni a cui hanno partecipato i politici locali siciliani.

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Circa 1133 le convocazioni nel 2014, ben 200 in più di quelle del 2013. Che a 50 euro a gettone per ciascuna commissione fanno bei soldini a fine mese. Secondo quanto raccontato molti dei consiglieri comunali arriverebbero a guadagnare 1600 euro. Praticamente il tetto salariale stabilito dall'amministrazione. Molti consiglieri poi farebbero parte di più commissioni, motivo per cui in molti hanno definito il caso agrigentino come la "corsa al gettone". Un commento non del tutto inadeguato se si pensa a quanto avvenuto nelle commissioni dei capigruppo, affollate finché sono state retribuite con gettone di presenza e disertate successivamente alla decisione di rimuovere il corrispettivo compenso per la partecipazione.

È stato lo stesso presidente del consiglio comunale Carmelo Settembrino ad ammettere che "da quando nella commissione dei capigruppo non è più previsto un gettone di presenza non si riunisce più perché non ci sono consiglieri comunali presenti".

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La difesa

Il presidente della commissione Michele Mallia ha difeso il numero esorbitante di riunioni in commissione perché "si lavora tanto" e perché "noi abbiamo il compito di indirizzare l'amministrazione". Ma ha anche sottolineato che poi quanto segnalato "non viene preso in considerazione dall'amministrazione per mancanza di fondi" giustificandosi aggiungendo "che colpa abbiamo noi se troviamo contro un muro di gomma?".

Il servizio di Ballarò ha anche evidenziato come di lavori da fare ce ne sarebbero eccome. Sia sul versante delle politiche sociali, dove intere famiglie sono costrette a rivolgersi alle associazioni di volontariato per avere tutti i giorni un pasto caldo, ma anche sul versante dei servizi urbani: interi quartieri senza lampioni, parchi in disuso e bisognosi di interventi, così come strutture sportive incompiute ben lontane dall'essere inaugurate. Di cose da fare ce ne sono evidentemente, ma anche gli stessi protagonisti del servizio non sembrano avere le idee ben chiare su quello che si discute in commissione: "in questo momento non ricordo di cosa abbiamo discusso in commissione" o anche "è la legge che ci permette di fare tutte queste commissioni".

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Dichiarazioni imbarazzanti e non poco che fanno pensare che quanto dichiarato dal consigliere Alessandro Patti non sia del tutto campato in aria: "È evidente che c'è stata una corsa al gettone, per questo non ho più partecipato alle riunioni".

Tutto questo in attesa che venga eletto il nuovo sindaco che prenderà il posto del commissario dopo le dimissiono di Marco Zambuto, condannato a due mesi e 20 giorni per abuso d'ufficio. Non si è fatta attendere la reazione dei diretti interessati. Alcuni consiglieri comunali con a capo il presidente del consiglio comunale Settembrino hanno deciso di interpellare un noto avvocato per chiedere conto e ragione delle dichiarazioni di Paolo Mieli. #Politica Palermo