Sergio Mattarella è il nome che il PD ha scelto come candidato alla #Presidenza della Repubblica. Il Segretario Renzi e i grandi elettori del partito hanno discusso a lungo prima di arrivare a questa decisione, cercando una figura con una lunga esperienza istituzionale e in linea con le aspettative del PD, anche la minoranza, e dei suoi alleati. Mattarella ha attraversato un vero e proprio cursus honorum nella politica. Nato nel 1941 a Palermo in una famiglia attiva nella Democrazia Cristiana - suo padre Bernardo è stato più volte ministro della Prima Repubblica e suo fratello presidente della regione Sicilia fino alla sua uccisione per mano mafiosa nel 1980 - fu Ministro dell'Istruzione nel VI governo Andreotti, da cui si dimise nel 1990 per protesta.

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Contribuì poi alla fondazione del partito popolare e poi dell'Ulivo, con Romano Prodi. Il suo nome è ricordato per la legge elettorale approvata nel 1993, il cosiddetto Mattarellum. Divenne poi vicepresidente del Consiglio e poi Ministro della Difesa con D'Alema. Nel 2008 ha preferito abbandonare la politica attiva e dal 2011 è giudice della Corte costituzionale.

Tuttavia, gli alleati di Renzi non sono tutti d'accordo. All'interno di Forza Italia ci sono correnti diverse e Mattarella ha avuto nel passato diversi scontri con Berlusconi, anche se il partito non si è ancora pronunciato definitivamente. Anche il Nuovo Centro Destra non appoggia la scelta di Mattarella, e ancor di più la scelta di un nome unico, secco e non di una rosa di candidati. FI preferirebbe l'elezione di Giuliano Amato, ma tutto dipenderà da come andranno le prossime votazioni.

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Oggi infatti è prevista la seconda chiama dei 1009 grandi elettori. Renzi ha dato indicazioni di votare scheda bianca per le prime tre votazioni, per arrivare alla quarta votazione, quando il quorum necessario per l'approvazione di un candidato è minore (505 voti), che Renzi si dice sicuro di raggiungere. Fra coloro che sfileranno alla Camera non mancherà Giorgio Napolitano, nella sua nuova carica di senatore a vita. L'ex Presidente non ha voluto mancare al "più istituzionale degli incarichi di un parlamentare", anche se non si è espresso sulla sua preferenza.

Mancheranno, invece, i quattro leader dei principali partiti. Berlusconi è decaduto da senatore dopo la condanna nel processo Mediaset. Salvini è stato eletto al Parlamento Europeo. Grillo poi non è nemmeno eleggibile al Parlamento per la condanna definitiva per omicidio del 1985. Invece, è la prima volta che un Presidente del Consiglio non partecipa all'elezione del Colle, così come è la prima volta che un Presidente della Camera presidierà l'elezione di due Presidenti della Repubblica. #Silvio Berlusconi #Matteo Renzi