Nella giornata di ieri è avvenuta l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2015 all'interno di 26 distretti italiani; i Presidenti delle corti di appello hanno preso parola per esporre le proprie relazioni, mentre il Guardasigilli Andrea Orlando è intervenuto a Genova. Nel suo lungo discorso, ha sottolineato nuovamente la fine dell'emergenza carceraria dovuta al sovraffollamento che ha caratterizzato le strutture penitenziarie nel corso degli ultimi anni, spiegando come l'ultimo anno e mezzo ha visto la diminuzione di oltre 12.000 persone all'interno delle strutture. Un risultato raggiunto per mezzo di una giustizia più efficiente e di nuove misure che prevedono l'adozione di pene alternative alla carcerazione per chi ha commesso reati minori, contenute all'interno dello svuota carceri 2014.

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L'annuncio di Orlando è stato poi seguito da parole d'incoraggiamento verso il futuro: "questo risultato ci permetterà di rivedere in maniera strutturale il sistema penitenziario nel suo complesso, per questo ho convocato per aprile gli Stati generali dell'esecuzione penale".

Partito radicale organizza contro inaugurazione e sit in di protesta: problema del sovraffollamento richiede ancora #amnistia e #indulto nel 2015

Nonostante i numeri indichino che il sovraffollamento carcerario risulti un fenomeno in via di riduzione, il Partito Radicale ritiene che il problema non possa ancora definirsi superato, pertanto è tornato nuovamente a chiedere un atto di clemenza generalizzato attraverso l'adozione di un provvedimento di amnistia e indulto in Parlamento. Per sottolineare le proprie richieste, i radicali (assieme con diverse associazioni civili locali) hanno organizzato dei sit in di protesta davanti a diverse sedi delle Corti italiane.

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Rita Bernardini, tra i leader del partito, ha spiegato l'iniziativa affermando di ritenerla come doverosa e sottolineando che fino ad ora il Parlamento ha negato sistematicamente i richiami (arrivati anche dall'ex Capo dello Stato Giorgio Napolitano) ad un atto di clemenza generalizzato e ad una riforma radicale in relazione al problema del sovraffollamento carcerario.

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