Sono iniziate le votazioni per l'elezione del Presidente della Repubblica Italiana. Alla fine, avremo il XII° Capo dello Stato (sarebbe il tredicesimo ma, come tutti sappiamo, Napolitano nel 2013 è stato eccezionalmente rieletto ma in quella circostanza profferì alle Camere un vero e proprio atto di accusa nei confronti dei partiti per la loro incapacità di eleggere un nuovo capo dello Stato). Sono, quindi, in corso le schermaglie tra i partiti e le coalizioni per far convergere i voti sul candidato o sui candidati che saranno proposti e mediati. Nei primi tre scrutini, in base al regolamento, il quorum è di 673 voti, pari ai due terzi dell'assemblea (1009 Grandi Elettori, di cui 630 deputati, 315 senatori, 58 rappresentanti delle Regioni e 6 senatori a vita, compresi i presidenti emeriti Ciampi e Napolitano), mentre dalla quarta votazione sarà sufficiente la maggioranza assoluta (505 voti).

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In passato, sono state molto "travagliate" alcune elezioni, con numerose votazioni (21 scrutini per l'elezione di Saragat nel 1964, 23 per quella di Leone nel 1971, 16 per eleggere Pertini nel 1978 e per Scalfaro nel 1992), mentre vennero eletti al primo scrutinio De Nicola - Presidente provvisorio - nel 1946, Cossiga nel 1985 e Ciampi nel 1999. Come accaduto spesso in Vaticano, dove spesso si entra in conclave da papi e si esce da cardinali, non sempre i candidati designati vincenti sono andati al Quirinale: nel 1954, ad esempio, sembrava certa l'elezione di Merzagora, indipendente con un passato nella Resistenza, ma all'ultimo momento uscì fuori dal cilindro il nome di Gronchi, così come nel 1971 l'ascesa al Colle di Fanfani venne fermata dai "franchi tiratori" del suo partito (la Dc) e nel 2006 Napolitano venne ritenuto più "garantista" del candidato di punta, che era D'Alema.

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Nei prossimi giorni si avranno le idee più chiare, anche se si sente dire che sabato 31 gennaio l'Italia avrà il suo nuovo Presidente. Sarebbe davvero interessante se fosse il popolo italiano a decidere chi nominare primo cittadino del Paese, ma a deciderlo, almeno sino a quando non vi saranno riforme costituzionali in tal senso, saranno le Camere riunite. In Italia non vi è mai stata una donna alla #Presidenza della Repubblica, si contava che in queste elezioni questa ipotesi potesse prendere corpo. I Presidenti più amati dal popolo? Pertini su tutti (chi non lo ricorda in tribuna nella finale del 1982 dei mondiali di calcio vinti da Bearzot e dai suoi giocatori?), ma anche Ciampi, Napolitano e Scalfaro. Una curiosità: il nuovo Presidente non potrà essere eletto da Renzi (che non è parlamentare), né da altri deputati e senatori impediti per fatti di giustizia. Stavolta, comunque, non vi potrà essere la rielezione di Napolitano. #Giorgio Napolitano