Giorgio Napolitano si è congedato da Presidente della Repubblica. Dopo due mandati e nove anni a capo dello Stato italiano, ha voluto lasciare il suo compito al Colle. Il suo primo mandato ebbe inizio nel maggio 2006, mentre il secondo, più recente, iniziò nell'aprile 2013. Attualmente, sulla poltrona di colui che sta al Quirinale siede Pietro Grasso, ossia il Presidente del Senato, che fino a quando non sarà eletto quello nuovo, avrà un ruolo di supplente. Quando si vota? Chi vota? Come si vota? Questi sono i quesiti che arrovellano il cervello degli italiani in questo momento. Noi, dunque, cerchiamo di fare un po' di chiarezza a riguardo e rispondere a tutte queste domande.

Elezione del Presidente della Repubblica, quando iniziano le votazioni

In conseguenza all'addio di #Giorgio Napolitano bisogna procedere con le votazioni per scegliere il suo erede. Molto presto, tutto questo avverrà. Le operazioni di voto per eleggere il Presidente della Repubblica prenderanno il via giovedì 29/01, ma non sarà semplice, visto soprattutto quanto accaduto l'ultima volta, con le forze politiche che non ebbero l'intesa per trovare un unico nome. La speranza per gli italiani è che stavolta non ci sia il "teatrino" e che si faccia presto con l'elezione del Capo dello Stato. Scopriamo ora come funzionano e chi vota.

Elezione del Capo dello Stato, chi e come si vota

L'elezione del successore di Napolitano non coinvolgerà il popolo, in quanto toccherà ai parlamentari scegliere il Capo dello Stato, assieme a delegati regionali votati dal Consiglio di ciascuna Regione italiana. In totale avremo 1.008 votanti, fra cui 630 deputati della Camera e 315 uomini del Senato, a cui si affiancano 5 senatori a vita, fra cui l'ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e l'ex Premier Mario Monti; infine, ci saranno i delegati regionali, 3 per ciascuna Regione, fatta eccezione per la Valle d'Aosta di cui ne avremo solo uno. Riguardo alle modalità di voto, invece, bisogna dire che le operazioni di voto avranno luogo a scrutinio segreto e durante i primi 3 sarà necessario raggiungere una maggioranza di 2/3 per decretare un vincitore, mentre dal 4° in poi basterà ottenere la maggioranza assoluta (505 voti). #Presidenza della Repubblica