Ascoltando il discorso del presidente della Repubblica di Capodanno, a reti unificate, a pochi sarà passato inosservato, ma lo si sapeva già da tempo, che l'attuale presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non ce la fa più. Per motivi di salute principalmente, vista la veneranda età di quasi 90 anni, ma anche per la situazione politico-economica italiana, che a suo parere è migliorata da quando gli è stato conferito per la seconda volta l'incarico. Sentendo quindi che il suo compito è finito, si vocifera tra il 14 e il 15 gennaio ci saranno le sue dimissioni.

In quel momento il presidente del Senato Piero Grasso farà le veci del presidente e si scatenerà la corsa a trovare il nome giusto per la carica più importante della politica italiana.

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Naturalmente molti nomi stanno circolando fin da adesso. Esponenti del mondo della cultura, dell'economia, della politica, della giustizia. Uomini e, soprattutto, donne. Tra i più forti, secondo i bookmaker, ci sono Romano Prodi, Pier Carlo Padoan, Anna Finocchiaro e Stefano Rodotà. Due di questi erano stati già candidati quasi due anni fa, non riuscendo ad ottenere il numero necessario di voti. Padoan è invece l'attuale ministro dell'Economia, forte di un prestigio e di una esperienza internazionali, che lo vedrebbero di diritto al Quirinale.

Nell'ondata di quote rosa che soprattutto con Renzi stanno avendo molto spazio, si vocifera il nome di Anna Finocchiaro. Importante esponente del PD, ex magistrato apprezzato sia dall'uno che dall'altro schieramento e soprattutto donna. Dalle parole di ieri sera del Presidente della Repubblica, qualcuno ha intuito la sua benedizione proprio per quest'ultima.

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Naturalmente sono solo ipotesi, ma l'identikit del futuro Presidente è questa volta più chiaro che mai. Super-partes, esperto di giustizia o economia per simbolizzare una svolta con la vulgata comune in tutto il mondo dell'Italia e degli italiani e soprattutto dotato di numerose relazioni estere per ridare prestigio all'Italia in un momento in cui ne ha maledettamente bisogno. #Presidenza della Repubblica