Per il presidente del Consiglio #Matteo Renzi inizia un anno molto impegnativo visto la notevole urgenza con cui devono essere risolti molti problemi finiti ormai nel dimenticatoio. Dal nodo Quota 96, alla riforma lavoro e alla questione sull’amnistia e indulto. Queste, le principali problematiche che si presentano tuttora nel 2015. “Non è per questo che ho nominato Tito Boeri presidente dell’Inps, ma per cambiare l’ente”, queste le parole dell’esecutivo Renzi, il quale non sembra molto propenso a cambiare la riforma sulle pensioni, visto le coperture finanziarie mancanti. Ma si dimostra soddisfatto sulla legge elettorale denominata Italicum: “Il candidato di ogni collegio è riconoscibile, in più c’è lo spazio per mettere due preferenze, un uomo e una donna”- ha detto il premier Renzi.

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Intanto, è stato confermata la revisione della spesa pubblica con lo scopo di aumentare di due punti il Pil ( Prodotto Interno Lordo) nell’arco di tre anni.

Ancora molti dubbi e perplessità, invece nelle norme sul mercato del lavoro contenute nel decreto del Jobs Act, tali da rallentare tutto il percorso di cambiamento dell’attuale riforma. Infatti, rimane ancora tutto fermo per quanto riguarda i licenziamenti dei dipendenti statali, con un probabile intervento del Parlamento al fine di prendere una decisione concreta. Rimane ancora una questione aperta, inoltre, quella riguardante il comparto scuola, ovvero i cosiddetti Quota 96, che, pur avendo maturato i requisiti necessari ( 61 anni di età anagrafica sommata con i 35 anni di versamento contributivo), nono sono riusciti ancora ad accedere alla pensione a causa dell’approvazione e dell’entrata in vigore della Riforma dell’ex ministro del Lavoro Elsa Fornero che, nel dettare le norme non ha preso in considerazione la peculiarità del calendario scolastico.

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A tale proposito, rimane ancora nell’ombra il numero esatto degli appartenenti alla categoria.

Nessuna novità, invece, per quanto riguarda la legge su amnistia e l’indulto: ancora tutto tace nonostante i numerosi casi di suicidio in cella registrati nell’ultimo anno.  #Governo