Pare aver trovato una (momentanea?) soluzione la querelle che da un periodo infiammava le aule giudiziarie di Milano.

Era gia' da tempo balzata agli onori delle cronache l'intensa diatriba in corso all'interno della Procura milanese tra il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati e il procuratore aggiunto Alfredo Robledo. I magistrati, nello specifico, si accusavano vicendevolmente di una serie di irregolarita' nello svolgimento delle proprie attivita' giudiziarie. In particolare, a seguito delle accuse di irregolarita' mosse da Robledo a Bruti Liberati, quest'ultimo aveva destituito il collega dal suo ruolo di vertice della magistratura che indaga sui reati della pubblica amministrazione, ed in particolare di reati corruttivi,  destinandolo alla direzione dell'ufficio dell'esecuzione penale.

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La vicenda aveva messo in imbarazzo non solo la stessa magistratura meneghina, ma lo stesso Consiglio Superiore della Magistratura, e avrebbe portato sicuramente a un necessario trasferimento di entrambi i magistrati.

E' invece di stamane la notizia di quella che il vicepresidente del CSM, Giovanni Legnini, ha giustamente definito come una "soluzione condivisa". Mentre,  infatti,  Bruti Liberati conservera' il suo ufficio a Milano fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione, mentre Robledo sara' trasferito per un anno alla Procura di Venezia, trascorso il quale potra' ritornare in quel di Milano.

Lo stesso Legnini ha confermato come la decisione sia stata presa d'intesa con i due giudici: " avevamo l'obbligo di ripristinare la serenita' alla Procura di Milano. Se questa soluzione si realizzera' avremo conseguito questo obiettivo. Poi tra un anno si decidera'".

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Al fine di completare ufficialmente il trasferimento, la Procura lagunare dovra' formulare una richiesta formale al CSM,  ed in particolatre spettera' alla settima sezione del Consiglio Superiore della Magistratura prendere una decisione definitiva,  avallando il patto di tregua come gia' concordato tra i due magistrati.  #Politica Milano