La prima puntata della corsa al Colle si conclude con un risultato già previsto: vincono le schede bianche. Al conteggio sono risultate 538 schede bianche. Il candidato più votato è stato Ferdinando Imposimato che ha ottenuto 120 voti da parte del M5S. Segue Vittorio Feltri, scelto da Fratelli d'italia e dalla Lega, con 49 voti; Luciana Castellina. votata da Sel con 37 voti; la Bonino, candidata bandiera dei Socialisti guidati da Nencini (il quale ha dichiarato di voler votare dal quarto scrutinio il candidato Pd Mattarella) con 25 voti. Le schede nulle sono state 33, i voti dispersi 48.

Anche questa volta non sono mancati i voti burla: da Greggio alla Ferilli, passando per Totti (dichiarato il suo voto non valido dalla Boldrini non avendo l'età giusta).

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Un voto anche per Magalli, il candidato eletto dai lettori del Fatto Quotidiano. Non è servito il flash mob organizzato in suo onore. Se il risultato del primo turno è andato come ci si aspettava, la sorpresa è stata la scelta di Renzi, meno di un'ora prima delle votazioni, a voler candidare l'ex giudice costituzionale Sergio Mattarella. Un uomo, a detta del premier/segretario, "dalla grande legalità, un uomo di politica e di spicco nella lotta contro le mafie". Chiedendo infine ai suoi grandi elettori, che hanno accolto all'unanimità la sua proposta, di votarlo a partire dalla quarta votazione quando verrà richiesta solo la maggioranza assoluta (ossia 505 voti).

Chi non ci sta invece e Forza Italia e in primis Berlusconi che si è sentito tradito dalla scelta di Renzi. Per l'ex Cavaliere la candidatura di Mattarella è "un altolà al patto del Nazareno".

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E ha chiarito che Forza Italia voterà scheda bianca anche dalla quarta votazione. Confermano l'intenzione di votare scheda bianca anche il capogruppo di FI al Senato Paolo Romani e Angelino Alfano che però si discosta dalla condanna fatta al patto. Per il presidente di NCD seppur si voterà scheda bianca "il patto tiene essendo estraneo ai fatti di queste ore".

No a Mattarella anche dalla Lega, con Salvini che dice no al "catto- comunista scelto da Renzi, giudice della Consulta che ha fregato agli italiani il referendum per cancellare la Legge Fornero", e alla quale si aggiungono anche Fratelli d'Italia (con Feltri sempre primo candidato) e il M5S. Perciò i possibili voti per Mattarella saranno 554 cui, oltre quelli del Pd (444), si aggiungono quelli di Sel (33), Scelta Civica e Italia-Centro dem (43), Gal (17) e i deputati del gruppi misto della Camera (17). Potrebbero aggiungersi anche i 32 dissidenti ex M5S. Però non è da escludere il fenomeno dei cosiddetti franchi tiratori, non possono che non essere ricordate le elezioni del 2013 con 101 che abbandonarono Prodi.

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Perciò anche se FI e Area Popolare (con un totale di 217 voti) non dovessero appoggiare il candidato del Pd, quest'ultimo dovrebbe riuscire a spuntarla entro la quarta votazione, che richiede la maggioranza assoluta con 505 voti. Vittoria del Pd che si ricompatta ma per le riforme sarà necessario sempre di più il Nazareno e a quel punto la scelta spetta a B anche se molto probabilmente non avrà intenzione di abbandonarlo. Renzi e Berlusconi ne hanno bisogno entrambi. #Silvio Berlusconi #Elezioni politiche #Matteo Renzi