Oggi 23/01/2015 vi presentiamo l'esito dei #Sondaggi politici elettorali condotti dall'istituto IPR Marketing e reso noto dal programma tv Porta a Porta su Rai 1. Precisiamo che le variazioni percentuali assegnate ai partiti politici con riguardo alle intenzioni di voto, si riferiscono alla precedente rilevazioni effettuata quasi 1 mese mezzo fa.

Sondaggi elettorali 23 gennaio 2015, intenzioni di voto: il M5S recupera il 5,5% sul PD

  • Partito Democratico 36,0%
  • Movimento 5 Stelle 19,5%
  • #Forza Italia 13,3%
  • #Lega Nord 13,0%
  • Nuovo Centrodestra-Unione di Centro 4,0%
  • Sinistra Ecologia Libertà 3,5%
  • Fratelli d'Italia-An 2,0%
  • Altre liste 5,0%
  • Altri CD 1,7%
  • Altri CS 1,3%
  • Scelta Civica 0,7%
In calo l'astensionismo che scende dal 30% al 27%, ma aumentano gli indecisi che passano dal 28% al 30%. In netta diminuzione la fiducia nel Governo Renzi che precipita al 44%, in circa 6 settimane è scesa del 3%. Prima di entrare nel dettaglio delle variazioni, uno sguardo alle coalizioni e una successiva riflessione.

Mettendo insieme PD, SEL, SC e Altri CS, dovremmo avere il totale dei consensi per la coalizione del Centrosinistra che dunque raggiungerebbe il 41,5%, in calo dello 0,5% rispetto alla rilevazione del 9 dicembre 2014.

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Nella presunta coalizione del Centrodestra, inseriamo FI, Lega, NCD+UDC, FDI-AN e Altri CD, il risultato totale è 34,0% con un guadagno del 1,5%.

Ma ha senso riportare come fanno ancora molto sondaggisti questi ultimi dati? La legge elettorale Italicum sta andando nella direzione di un premio di maggioranza da assegnare alle liste e non alle coalizioni, per cui a meno che qualcuno non sia in grado di creare un unico partito nel Centrodestra, appare chiaro che il PD di Renzi andrebbe spedito a vincere le elezioni politiche, e che all'eventuale ballottaggio nel caso di mancato raggiungimento della soglia del 40% di una lista, ad oggi ci andrebbe il M5S.

Il PD perde il 2,0% in circa 40 giorni, questa tendenza è proporzionale alla minore fiducia che gli italiani concedono a Matteo Renzi e al suo Governo, forse perché non sono soddisfacenti le politiche economiche, forse perché si è alleato con il nemico Berlusconi, solo ipotesi naturalmente.

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Il M5S recupera molto terreno sul partito stravincitore delle elezioni europee 2014, guadagnando il 3,5%. Quando un Governo non dà la sensazione di essere capace di far uscire dalla crisi il proprio Paese, inevitabilmente un partito più lontano dal sistema, acquisisce credito. Sale ancora la Lega Nord anche se solo dello 0,5%, d'altronde può andare bene per una forza politica che ha più che raddoppiato i suoi consensi in 8 mesi. Continua inesorabile la parabola discendente di Forza Italia, Fitto avrà i suoi seguaci che non credono più in Berlusconi.

Con la soglia di sbarramento ormai orientata verso il 3%, esultano gli altri partiti politici che rischiavano di rimanere fuori dalla Camera. Se è vero che ad oggi FDI-AN ne resterebbe estromesso ancora, visto che la sua percentuale è rimasta stabile, l'alleanza NCD-UDC confermando il suo dato conquisterebbe i suoi seggi, così come SEL che però è sceso dello 0,5%.