Il 53enne nuovo ministro delle Finanze Yanis Varoufakis di doppia nazionalità greca e australiana ha ottenuto 130.000 voti a favore nelle recenti elezioni in Grecia ed è autore del programma di Syriza, perfetto per lo stile Tsipras. L'economista 'accidentale', come lo stesso Varoufakis si definisce, e docente universitario si oppone categoricamente all'austerity imposta da Berlino e Bruxelles mirando a trasformare i prestiti concessi dalla troika in un maxi bond a scadenza illimitata. Paragona l'austerità ai metodi di tortura della CIA e la chiama 'fiscal waterboarding' proprio come l'annegamento controllato usato durante i terribili interrogatori di sospetti terroristi.

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Usa questo paragone perché secondo lui l'austerity non porta al risultato sperato, anzi alla fine della 'tortura' il prigioniero è quasi morto. In tandem con il vicepremier Yannis Dragasakis, Varoufakis tratterà con Ue, Bce e Fmi sul recupero del colossale debito della Grecia.

E' professore alla Lundon B. Johnson School of public affairs di Austin (Texas), è informale: ha prestato il suo giuramento senza cravatta e con la camicia fuori dai pantaloni. Il nuovo ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, che ha promesso di annientare le oligarchie, dal 2012 collabora come consulente di Valve per gestire l'economia del negozio online Steam (con oltre cento milioni di utenti) e degli acquisti digitali di videogiochi. Cura il suo blog 'Pensieri per il mondo post 2008' ed è qui che ha descritto la crisi europea come una crisi "causata dall'incapacità delle sue istituzioni di resistere alle onde d'urto del terremoto globale del 2008".

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Nel suo opuscolo "Il Minotauro globale: l'America, le vere cause della crisi finanziaria e il futuro del mondo dell'economia" (2011) è convinto che un sistema economico e monetario internazionale abbia bisogno di un meccanismo di riutilizzo dei surplus commerciali nei Paesi in deficit per poter funzionare al meglio e per sostenere i disavanzi. L'ha intitolato Minotauro perché considera gli USA come una potenza 'imperiale' che produce col suo mercato interno la domanda globale d'ultima istanza assimilando i surplus di altri Paesi (Giappone, Germania, Corea del Sud).

Il mondo si sacrifica per alimentare l'insaziabile Minotauro. In cambio quei Paesi ottengono la 'pax americana' che garantisce l'ordine politico-monetario. Soltanto con meno austerità e politiche più espansive si potrà uscire dalla crisi europea: è quanto afferma Varoufakis nel suo recente libro "Una modesta proposta per uscire dalla crisi dell'euro" (2010) ed è quello che chiederà ai creditori. In questo libro spiega che le quattro istituzioni Bce, Banca europea degli investimenti, Fmi e Fondo salva Stati hanno il dovere di ridistribuire le risorse per risolvere altrettante crisi: quella bancaria, il debito pubblico, il sotto-investimento, gli squilibri interni e l'emergenza sociale dei Paesi Piigs.

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Per una possibile svolta europea occorre convertire il debito, recuperare i programmi d'investimento e puntare su una sorta di piano Marshall mediterraneo mirato alla solidarietà e all'emergenza sociale. #Elezioni politiche #Unione Europea