Nonostante Berlusconi avesse richiamato all'ordine Brunetta nei giorni scorsi, in seguito ad un acceso battibecco del capogruppo FI alla camera con un esponente del Partito Democratico, il leader di Forza Italia è determinato ad avere un ruolo forte nell'approvazione dell'Italicum, la nuova legge elettorale proposta dal governo Renzi nel fantomatico Patto del Nazareno (ricordando ai lettori che tale accordo prende il nome della via dove è stato stipulato in cui si trova la sede del Pd).

Questa mattina, insomma, i due rappresentati di spicco del centrodestra e del centrosinistra italiano si sono ritrovati a Palazzo Chigi in quello che rappresenta un rafforzamento dell'accordo sulla legge elettorale, la quale a breve dovrebbe essere definitivamente approvata anche al Senato.

Pubblicità
Pubblicità

I due, secondo le prime indiscrezioni, non avrebbero, però, affrontato l'argomento chiave di questo periodo, cioè l'elezione del nuovo Capo dello Stato prevista a partire dal 29 gennaio. La smentita è stata fatta da alcuni esponenti del Partito Democratico molto vicini a #Matteo Renzi, ma resta difficile credere che nel corso della riunione non si sia neanche lontanamente accennato al successore di Napolitano, anche perché al fianco del Cavaliere c'era Gianni Letta, uomo che era stato già proposto nel 2013 dal Popolo della Libertà per salire sul piano più alto del Colle, ma senza successo. In un successivo tweet, inoltre, il premier in carica ha affermato che l'Italicum sarà basato su “preferenze e singoli candidati di collegio”, con il “ballottaggio che si rivelerà determinante”, a suo dire, per “evitare eventuali inciuci”.

Pubblicità

A questo punto il Pd deve “solo” preoccuparsi di ricompattare il proprio organico, dato che le dimissioni di Cofferati hanno aperto un problema di rilievo all'interno di quella minoranza che finora è stata molto critica nei confronti dell'ex sindaco di Firenze. Ma se ci dovessero essere spaccature e addirittura la creazione di un nuovo partito più a sinistra del Pd da parte dei cosiddetti dissidenti, Renzi avrebbe nel solo Berlusconi l'alleato chiave per le prossime riforme.

#Silvio Berlusconi #Presidenza della Repubblica