C'è grande interesse nella politica per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e per i possibili risvolti che la sua futura presenza avrà nel dibattito sull'amnistia e sull'indulto. La speranza del terzo settore e di molti carcerati è che il nuovo inquilino del Quirinale possa adottare una posizione favorevole verso un atto di clemenza, così come il suo predecessore Giorgio Napolitano, al fine di colmare molte delle situazioni di disagio che si sono venute a creare negli scorsi anni a causa del diffuso sovraffollamento carcerario. Nonostante il problema sia stato dato per risolto dal Ministro Andrea Orlando, restano ancora all'ordine del giorno gli episodi di tensione, così come riportato dal Sappe e dagli altri Sindacati di Polizia Penitenziaria.

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Tanto che il Segretario generale Donato Capece ha fatto seguire alla nomina presidenziale un comunicato stampa contenente la sollecitazione a considerare il tema della vivibilità delle carceri italiane, indicando il percorso da seguire per arrivare ad una riforma dell'esecuzione penale.

Per Orlando elezione di Mattarella è una precondizione importante per le riforme

Stante la situazione appena descritta, i commenti del Guardasigilli in merito all'elezione del nuovo Presidente si sono indirizzati proprie alle opportunità di riforma che si schiuderebbero nel prossimo futuro. Avere eletto una carica "forte, autorevole, votata da una maggioranza molto ampia, è una precondizione importante per proseguire il percorso di riforme di cui il Paese ha bisogno" ha affermato il Ministro della Giustizia, augurandosi che tale evento rappresenti anche l'occasione per ricostruire "le condizioni perché prosegua un dialogo sulle riforme".

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Per sapere se effettivamente la nomina di Mattarella seguirà gli auspici di Andrea Orlando bisognerà attendere i prossimi mesi, quando la novità dell'insediamento avrà lasciato il posto alla pragmatica politica, tanto da rendere evidente l'effettivo orientamento del nuovo Presidente.

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