Mentre prosegue il confronto politico sulla riforma della giustizia civile e penale e mentre nelle competente commissione parlamentare del Senato della Repubblica riprende l'esame dei ddl per la concessione di #indulto e #amnistia 2015, nuovi dati sulle carceri, e in particolare sulle ingiuste carcerazioni, vengono diffusi dal viceministro della Giustizia Enrico Costa (Ncd). Nel frattempo il ministro della Giustizia Andrea Orlando (Pd) avverte: "Basta populismo penale".

Giustizia e carceri, viceministro Costa: 'Dal 1991 ad oggi 23.000 ingiuste detenzioni'

"Dal 1991 ad oggi - ha dichiarato il sottosegretario di Stato intervenendo ieri all'inaugurazione dell'anno giudiziario dei penalisti al Tribunale di Palermo - sono stati registrati 23.000 casi di ingiusta detenzione, che hanno comportato 600.000.000 di euro liquidati.

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Il pianeta carceri - ha aggiunto l'esponente del Governo Renzi - è un settore e un segmento fondamentale. Dovremmo ogni volta che poniamo in essere una correzione del Codice penale e di procedura penale - ha sottolineato Enrico Costa - pensare agli effetti sul sistema carceri. Forse - ha aggiunto l'esponente del Nuovo centrodestra di Angelino Alfano - questa sensibilità è mancata in passato, ma è giunta a questo #Governo con diversi richiami".

Giustizia, indulto e amnistia, ministro Orlando: 'Fermare la stagione del populismo penale'

E a tornare sulla questione carceri è stato ieri anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando che nei giorni scorsi, insieme al premier Matteo Renzi, ha fatto sapere di considerare superata l'emergenza carceri e che quindi non sono necessarie leggi straordinarie come indulto e amnistia ma sono sufficienti misure ordinarie come quelle già varate da Governo e Parlamento.

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Dalla nuova legge sulle pene alternative e la messa in prova ai servizi sociali e ai lavori di pubblica utilità al nuovo decreto svuota carceri che ha concesso sconti di pena e risarcimenti in denaro ai detenuti che hanno fatto ricorso alla Corte di Strasburgo per violazione dei diritti umani durante la detenzione a causa dei problemi generati dal sovraffollamento penitenziario. Tra gli ultimi interventi il nuovo decreto legislativo sulla depenalizzazione dei cosiddetti reati lievi.

"Nell'ultima fase del centrodestra - ha detto ieri il guardasigilli - abbiamo avuto due fatti, uno esogeno (la sentenza Torreggiani della Corte di Strasburgo sulle carceri, ndr) il secondo endogeno, il cortocircuito della risorsa scarsa del processo penale. Gli interventi del governo - ha sottolineato Andrea Orlando - si muovono sulla base di esigenze emergenziali e - ha aggiunto intervenendo a Palermo nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario dei penalisti - dalla presa d'atto che la capacità punitiva dello Stato ha un limite oggettivo".

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Ora "si entra in una fase - ha concluso il ministro della Giustizia parlando del pianeta carceri - in cui la stagione del populismo penale può avere una battuta d'arresto ed è molto importante che ci sia un'alternativa". Intanto, a proposito di giustizia e carceri, amnistia e indulto, la redazione di Ristretti Orizzonti, la rivista realizzata da detenuti e volontari nel carcere di Padova, con una lettera aperta ha invitato il ministro Orlando a organizzare gli stati generali sul carcere con i detenuti della Casa di reclusione padovana.