Tra pochi giorni - domenica 1 marzo - si voterà in Campania per scegliere il candidato di centrosinistra alle prossime elezioni regionali. Si tratta di una consultazione più volte rinviata. Deborah Serracchiani, vicesegretario del #Pd, ha spiegato domenica scorsa che la decisione su quale sarà il candidato spetta al "partito campano", anche se non è un mistero che fino all'ultimo il Pd ha sperato di evitare il voto per puntare su un candidato forte, scelto da Roma. Solo che il candidato forte non si è trovato, e ora si andrà al voto.

Un voto che tuttavia rischia di essere un problema: il caso della vittoria contestata in Liguria risale a poche settimane fa, e la stessa Campania in passato - si pensi alle primarie per scegliere il candidato Pd alle comunali di Napoli - non ha rappresentato un precedente brillante.

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Domenica gli sfidanti saranno: Marco di Lello, del Psi; Nello di Nardo, dipietrista; Andrea Cozzolino e Vincenzo de Luca del Pd, e Gennaro Migliore, ex Sel approdato al partito di Renzi.

In molti pensavano che sarebbe stato proprio quello di Migliore il nome del candidato indicato da Roma, in una competizione dove i sondaggi - il più recente è della settimana scorsa - danno il centrosinistra in vantaggio, con circa il 40 per cento dei consensi, contro il 26 circa per il Movimento 5 Stelle e il 24 per il centrodestra del governatore Caldoro.

Invece proprio ieri i quotidiani campani hanno parlato di una misteriosa lettera con raccolta firme per convocare una assemblea regionale del Pd per far decidere a quest'organo - e non alle primarie - il nome del candidato. Nome che sarebbe quello di Luigi Nicolais, presidente del Cnr, già ministro con il governo Prodi ed assessore con Bassolino, oltre che personalità di spicco del centrosinistra campano.

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Dunque a pochi giorni dal voto previsto, le primarie salterebbero di nuovo per un nome scelto dalla Assemblea regionale.

Ma sarà così: a volere fortemente le primarie però è un candidato piuttosto ingombrante per il Pd, sia per il consenso che gode nella sua città che per i problemi che porta: si tratta di Vincenzo De Luca, ex sindaco di Salerno, dichiarato decaduto per una precedente incompatibilità - era stato viceministro dei trasporti nel governo Letta - e sospeso anche in base alla legge Severino per una condanna in un processo per abuso d'ufficio.

De Luca alle primarie non vuole rinunciare, e anche diversi esponenti locali del Pd - pur non sostendolo - sono d'accordo: "dalla situazione campana, dopo tanti rinvii e tentennamenti, si esce solo con lo svolgimento delle primarie, condotte in un clima di trasparenza e rigore", dicono per esempio due deputati campani come Luisa Bossa e Giorgio Piccolo. Solo che se vincesse De Luca, rischierebbe poi di non poter fare il Presidente della Regione. Un bel rebus per il Pd, che rischia di perdere malamente una elezione in cui viene dato per favorito. #Matteo Renzi #Elezioni Amministrative