Si è insediato il nuovo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nella mattinata di martedì ha giurato davanti alle camere e ha fatto il suo discorso. Ha parlato per circa mezz'ora e numerose sono state le interruzioni a causa di molti applausi. Parole che hanno toccato molti temi caldi e che sono state approvate da tutti i grandi elettori. Egli ha ricordato che la democrazia non è una conquista definitiva, ma che va aggiornata ai tempi che cambiano. È necessario renderla più adeguata. Il riferimento alle riforme costituzionali è chiaro. Proprio a questa materia ha dedicato alcuni minuti del suo acclamato discorso. Riformare la Costituzione per rafforzare il processo democratico, in una corretta dialettica parlamentare.

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Si è soffermato sulla nuova legge elettorale: una priorità. Mattarella, infatti, è colui che ha portato una sorta di rivoluzione in materia, in quanto sua fu la legge mattarellum che introdusse collegi uninominali e proporzionale. Il Capo dello Stato, ha sostenuto, deve essere garante e arbitro imparziale, con la collaborazione di tutti gli attori. A queste parole si è levato da ogni schieramento politico un lungo applauso di riconoscimento e approvazione.

Una parte, Mattarella l'ha dedicata alla Costituzione. Egli ne è grande conoscitore, ricordiamo che solo ieri si è dimesso dalla carica di Giudice Costituzionale che ricopriva dal 2011. Vivere la Costituzione, ha detto, per garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi. È auspicabile una scuola più moderna in ambienti sicuri.

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Inoltre, garantire la Costituzione vuol dire anche promuovere la cultura, riconoscere e rendere effettivo il diritto al lavoro, amare i nostri tesori ambientali ed artistici, ripudiare la guerra e promuovere la pace (egli è stato ministro della difesa fino al 2001), significa che le donne non devono aver paura di violenze e discriminazioni, che non ci devono essere limiti per chi ha una forma di disabilità. Tutti devono concorrere nell'interesse della comunità nazionale. Ha parlato poi di autonomia e pluralismo dell'informazione come simbolo della democrazia. Un ricordo, seguito da una standing ovation, è andato per chi, 70 anni fa, lottò per la liberazione della patria. Non potevano mancare parole sulla lotta alla #Mafia citando gli omicidi di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. Necessaria diffusione di un forte senso di legalità, e l'intervento di una moltitudine di persone oneste. Applausi spinti per ciò che sta nella biografia del nuovo Presidente. Sergio Mattarella ha voluto ringraziare anche Papa Francesco per gli auguri.

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 Dobbiamo dire no alla corruzione e incoraggiare l'azione della magistratura. 

Verso la fine del discorso ha aperto il capitolo #terrorismo, ricordando Stefano Taché , il bambino ucciso alla sinagoga. Dobbiamo condannare che uccide in nome della religione e per minacce globali sono necessarie risposte globali: non ci si può rinchiudere nel fortino degli Stati internazionali. L'Unione Europea rappresenta, oggi, una frontiera di speranze e il consolidamento europeo si riscontra nell'affermazione dei diritti di cittadinanza: i profughi sono un emergenza umanitaria e l'UE non può ignorarla. Sono stati ricordati anche Latorre e Girone, i due fucilieri di marina. Un pensiero è andato anche a tutti i civili che portano sostegno pacifico in zone rischiose del mondo, in cui si combatte una guerra fratricida.  A conclusione del discorso d'insediamento, Sergio Mattarella ha sostenuto che le istituzioni devono riflettere il volto degli italiani, che vogliono un futuro di pace e di serenità.



#Presidenza della Repubblica