"Ieri abbiamo fatto un passo decisivo, lasciando alle spalle il memorandum dell'austerità e la Troika". Così il premier Alexis Tsipras ha commentato, attraverso una nota su Facebook, il raggiunto accordo sull'estensione per altri quattro mesi degli aiuti alla Grecia. Un'intesa difficile, raggiunta dopo giorni di stallo caratterizzati dalla reticenza da parte della Germania ad accettare un qualsiasi compromesso. Il ministro tedesco delle Finanze Wolfgan Schaeuble aveva fin da subito rifiutato l'ipotesi di un'estensione degli aiuti, incendiando così un clima già teso. "La nostra democrazia non può essere minacciata. Non siamo una Colonia", era arrivato a dichiarare Tsipras dopo il fallimento dell'Eurogruppo di lunedì, mentre tornava a circolare l'ipotesi di un'uscita della Grecia dall'euro (ipotesi più volte smentita dallo stesso ministro delle Finanze Yanis Varoufakis).

Pubblicità
Pubblicità

L'accordo raggiunto in extremis nella sera di venerdì ha sbloccato un negoziato che sembrava destinato al fallimento, aprendo una fase di dialogo la cui prossima tappa è fissata per questo lunedì, quando il ministro Varoufakis dovrà presentare un pacchetto di riforme da cui dipenderà il prolungamento stesso del piano di aiuti.

Nonostante siano state numerose le concessioni di Atene nei confronti di Bruxelles (dal ritiro della richiesta di un taglio del debito all'accettazione del monitoraggio da parte della Troika), il premier Alexis Tsipras parla di "un accordo che annulla gli impegni del precedente governo sui tagli a salari e pensioni, sui licenziamenti dei dipendenti nel settore pubblico, sugli aumenti dell'IVA sui prodotti alimentari, farmaceutici e sulle infrastrutture turistiche".

Pubblicità

Per Tsipras l'intesa di venerdì segnerebbe quindi la fine di quel regime di austerità responsabile, per il suo partito Syriza, della crisi umanitaria in corso in Grecia. Nonostante i proclami ufficiali, tuttavia, il governo greco ha già dovuto arretrare su numerosi fronti, minando la sua credibilità interna. E ora la strada per l'approvazione delle misure per la concessione degli aiuti è tutt'altro che spianata. Il pacchetto di riforme in arrivo lunedì dovrà infatti tenere conto di due fattori contrastanti. Da un lato le aspettative del popolo greco, il quale ha votato un programma politico dai forti contenuti progressisti, dall'altro una Commissione europea poco disposta a fare passi indietro sulle misure d'austerità. Far combaciare i due piani sarà compito arduo. Nonostante le aperture della cancelliera #Angela Merkel, l'intransigenza di Berlino sul tema dei conti pubblici greci rischia di schiacciare la Grecia in un angolo, costringendola a scegliere tra l'accettazione di nuove misure di austerity e il rispetto del proprio mandato elettorale. Una scelta, va da sé, dagli esiti altamente destabilizzanti non solo per la Grecia, ma per tutta l'Eurozona. #Crisi economica #Unione Europea