E alla fine anche il Vaticano sbotta. La 'pietra dello scandalo' non poteva che essere l'Isis, l'esercito dei 'tagliagole' che minaccia la cristianità e, in generale, il mondo e la cultura occidentale. Dobbiamo fermare questo genocidio. Altrimenti potremo lamentarci in un prossimo futuro, chiedendoci il perché non abbiamo fatto niente, consentendo che questa tragedia terribile potesse accadere'. Le parole sono quelle dell’arcivescovo Silvano Tomasi, nel ruolo di rappresentante della Santa Sede presso la Sede delle Nazioni Unite a Ginevra. Quella contro l'Isis, dunque, sarebbe considerata dal Vaticano come una 'guerra giusta': #Papa Francesco non ha dubbi, 'l'aggressore va fermato'. Dunque, dobbiamo aspettarci una 'crociata' contro l'Isis? 

Isis, Vaticano sollecita intervento dell'ONU: una nuova 'crociata' in difesa della persecuzione al cattolicesimo?

I 'tagliagole' hanno lanciato l’aggressione e, se non si può percorrere la strada della soluzione attraverso la diplomazia, diventa necessario rispondere con la forza. Nonostante il cristianesimo abbia come fondamento l'odio per la guerra, quest'ultima può essere presa in considerazione quando esiste una 'giusta causa'. La giusta causa in questione, dunque, non è altro che la difesa del popolo cristiano, fatto oggetto negli ultimi mesi di brutale persecuzione e di crudeli assassini.
Il Vaticano, dunque, sembra abbia deciso di chiedere aiuto all'Onu affinchè, in nome della dottrina cattolica, oltre ad approvare delle risoluzioni atte a fermare il #terrorismo (procedura già attuata), vengano autorizzate delle azioni militari che abbiano come obiettivo la Siria e la Libia, dove l'Isis sta seminando terrore e morte. 
Le parole di Papa Francesco, durante l'Angelus di ieri in Piazza San Pietro, hanno risuonato come un'ulteriore sollecitazione al mondo politico occidentale affinchè si possa fare qualcosa contro l'Isis: 'Il mondo cerca di nascondere la persecuzione' ha dichiarato il Pontefice. Una forte denuncia contro l'apatia politica che non sta assumendo una posizione più dura nei confronti dell'Isis?