Essere una forza politica antieuropeista e presentarsi alle elezioni europee è per alcuni una contraddizione, per altri un modo di far sentire il proprio dissenso all'interno delle istituzioni. Scegliendo questa seconda linea, il Front National francese, il partito guidato da Marine Le Pen, ha conquistato ventiquattro seggi all'interno del parlamento di Bruxelles. Una volta eletto, ogni parlamentare europeo ha il diritto di scegliersi degli assistenti parlamentari, ma ora ben venti degli assistenti dei deputati del Front National sono accusati di frode, in quanto non lavorerebbero mai per l'#Unione Europea. Diversi degli assistenti messi sotto accusa farebbero direttamente parte dell'entourage di Marine Le Pen, che oltre ad essere la leader del partito dal 2011, svolge anche il ruolo di europarlamentare da ben undici anni.

Pubblicità
Pubblicità

Il fatto in sé, che si caratterizza per un elevato assenteismo ed uno scarso impegno per tutto ciò che riguarda i compiti che dovrebbe svolgere l'assistente di un parlamentare europeo, sarebbe poco rilevante, se non fosse che i venti parlamentari accusati di frode costano alle casse dell'Unione un totale di 7,5 milioni di euro in una sola legislatura, per un guadagno che può superare anche i 10.000 euro mensili per ciascun addetto. Questi avvenimenti, se confermati, contravverrebbero inoltre all'articolo 33 comma 2 dello statuto del deputato europeo, il regolamento interno del parlamento dell'UE. A decidere l'apertura dell'inchiesta è stato lo stesso Martin Schulz, attuale presidente del parlamento europeo, che si è avvalso della collaborazione dell'Ufficio europeo per la lotta anti-frode.

Pubblicità

Ma i guai per il Front National non finiscono qui. Secondo il quotidiano francese Le Monde, infatti, le autorità di Bruxelles avrebbero avvisato della procedura anche Christiane Taubira, ministro della Giustizia di Parigi, in quanto le pratiche registrate all'interno del partito di estrema destra potrebbero rientrare nel campo del finanziamento illecito alle forze politiche, reato perseguibile anche dalla giustizia nazionale. Il tutto proprio nel momento in cui in Francia è già in corso un'inchiesta che riguarda i finanziamenti delle campagne elettorali 2011 e 2012 dello stesso Front National. Ad essere accusato in prima persona, in questo caso, è Frédéric Chatillon, uno dei collaboratori più vicini a Marine Le Pen.