Ercole Incalza è stato arrestato dalla Procura di Firenze nell'ambito dell'operazione "sistema", l'inchiesta sul nodo della TAV (Alta Velocità) fiorentino che, come dice appunto il nome rappresenterebbe un sistema collaudato di assegnazione pilotata di grandi appalti, in un turbinio di tangenti ed assunzioni di amici tipico di questo genere di situazioni. Ed è proprio sulle assunzioni di amici che entra in gioco Maurizio Lupi, l'attuale Ministro alle Infrastrutture e Trasporti del Governo Renzi: secondo i magistrati infatti Incalza avrebbe fatto il favore a Lupi di assumere suo figlio Luca Lupi allo studio Mor di Genova ed avrebbe fornito lui numerosi incarichi di lavoro guidando le commesse in un determinato modo.

A rendere ancora più pittoresco il quadro ci sarebbero anche numerosi 'regalini' o presenti fatti da Incalza alla famiglia ed ai conoscenti del Ministro Lupi in cambio di mozioni, favori, per mantenere insomma un 'buon rapporto'. I regali in questione vanno da un orologio Rolex da oltre diecimila euro regalato direttamente al figlio di Lupi, ed un costoso abito sartoriale fatto su misura per Emanuele Forlani, uomo della segreteria del Ministro Lupi.

Lupi ha affermato di non aver mai fatto pressioni perché suo figlio fosse fatto assumere da Incalza, ma i PM dichiarano di avere una intercettazione (ancora non rilasciata pubblicamente al momento della stesura di questo articolo) in cui questa stessa affermazione del ministro dovrebbe venire smentita.

Chi è Ercole Incalza

Ercole Incalza è uno storico manager posto da Berlusconi a curare gli appalti di alcune tra le più Grandi Opere pubbliche del paese e confermato da tutti i governi sucessivi da Prodi a Monti, da Letta a Renzi. Il nome di Incalza è riconducibile a quasi tutte le Grandi Opere e quindi agli scandali degli ultimi 25 anni: da Italia '90, agli appalti del G8, fino a quelli del Mose e di Expo. Nonostante sia stato indagato più e più volte i suoi processi sono sempre caduti in prescrizione ed è stato sempre assolto, fino agli ultimi giorni, in cui si trova a fronteggiare un nuovo 'grattacapo' giudiziario.

L'interrogazione dei Cinque Stelle nel 2014 e la Mozione di Sfiducia per Lupi

È ancora il luglio 2014 quando i deputati del Movimento 5 Stelle, con largo anticipo rispetto alla successiva inchiesta fiorentina, promuovono una interrogazione parlamentare invitando il Ministro Lupi a chiarire in aula i suoi rapporti con Ercole Incalza e chiedendogli se fossero opportuni certi legami. Le ragioni dello scetticismo dei pentastellati erano derivanti dal passato di Incalza, che aveva già visto ben 14 procedimenti penali tutti caduti in prescrizione o prosciolti ma che secondo i pentastellati non facevano presagire comunque un buon esempio di moralità. #Nuovo Centrodestra

La risposta che lesse Lupi per l'occasione fu scritta, come riferiscono i grillini in virtù di una sucessiva telefonata (in cui, tra l'altro, la stessa figlia di Incalza definiva le interrogazioni #M5S come "i soliti rompimenti di coglioni") direttamente da Titta Madia, avvocato di Ercole Incalza nonchè nipote del ministro Marianna Madia (#Pd). A distanza di quasi un anno, scoppia l'ennesimo scandalo Grandi Opere ed il M5S presenta l'ennesima mozione di sfiducia, che però questa volta potrebbe anche mettere in stallo il governo di Matteo Renzi.