"Tre mesi di #vacanze estive a #Scuola sono troppi", con questa dichiarazione il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, apre un nuovo fronte di discussione sul Disegno di Legge sulla riforma della scuola in discussione alla Camera. L'affermazione, che non mancherà di suscitare polemiche, è stata fatta dal ministro nel corso di un convegno sui fondi sociali europei organizzato a Firenze dalla Regione Toscana.

Vacanze estive a scuola: "Una discussione da affrontare"

Secondo Poletti, le vacanze estive a scuola dovrebbero durare al massimo un mese e mezzo. Il resto del tempo potrebbe essere utilizzato per fare formazione, intensificando la relazione tra scuola e lavoro, da sempre considerata una delle principali lacune del sistema formativo italiano.

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Per sostenere la tesi, il ministro non ha esitato a portare l'esempio della sua famiglia, con i suoi figli che d'estate andavano al magazzino della frutta a spostare le cassette: "Sono venuti su normali", ha spiegato Poletti, aggiungendo che non si distruggerebbe un ragazzino se, da giugno a settembre, invece "di stare a spasso per la strada va a fare quattro ore di lavoro".

Si riapre così un tema già affrontato durante il #Governo Monti, anche se, allora, la riduzione della chiusura estiva era stata pensata soprattutto in funzione di agevolare i genitori che lavorano. Nel 2013 non se ne fece nulla, ma il sasso lanciato oggi nello stagno dal ministro Poletti non sembra casuale, soprattutto a causa della concomitanza della riforma della scuola in via di approvazione con norme che, incoraggiando una larga autonomia da parte degli istituti in termini di programmi e di orari, sembrano lo spiraglio ideale nel quale la proposta del ministro del Lavoro può inserirsi.

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Vacanze estive a scuola: quanto durano in Europa

Quello della durata delle vacanze estive è un tema da tempo dibattuto, grazie anche ad autorevoli studi che dimostrano come le lunghe vacanze estive provochino un "disapprendimento" da parte degli studenti. Un fenomeno che, in Europa, colpisce soprattutto i ragazzi italiani che hanno la più lunga pausa estiva: 13 settimane, contro le 6 settimane di Germania, Danimarca e Regno Unito, che possono comunque contare su altri cinque periodi di pausa durante l'anno.

Vedremo se l'idea di Poletti riuscirà a conciliare le esigenze pedagogiche e di formazione professionale della scuola italiana con quelle delle risorse economiche necessarie ad un passo del genere; basti pensare ai costi per tenere le scuole aperte e al coinvolgimento degli insegnati nelle attività. Per il momento, il ministro Poletti è riuscito solo a stimolare un richiamo da parte del Codacons che, ricordando il tasso di disoccupazione giovanile pari al 41,2%, ha replicato che "più che spingere gli studenti a lavorare d'estate, il ministro dovrebbe spingere le aziende ad assumere giovani".