Novità significative si registrano tra i parlamentari del Pd in commissione Giustizia in materia di #amnistia e #indulto 2015. Contrariamente dal presidente del Consiglio e segretario del partito, #Matteo Renzi, e dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, anche lui democratico - che non ritengono necessarie misure straordinarie di clemenza alla luce dei miglioramenti della situazione carceraria con provvedimenti "ordinari" - il senatore Giuseppe Cucca e la senatrice Rosaria Capacchione hanno espresso parere favorevole alla proposta del presidente della commissione Giustizia del Senato della Repubblica, Francesco Nitto Palma, di mantenere in calendario l'esame congiunto dei quattro disegni di legge per la concessione di indulto e amnistia il cui proseguimento è previsto anche nel corso di questa settimana a Palazzo Madama.

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Amnistia e indulto 2015, prosegue l'esame dei ddl: diviso il Pd di Renzi

Va ricordato, che il primo dei ddl, il numero 20 agli atti del Senato, al quale poi si sono aggiunte le altre tre proposte di legge per le misure di indulgenza generale, porta la prima firma del senatore del Pd Luigi Manconi, presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani. I senatori dem Capacchione e Cucca, però, pur ritenendo opportuno continuare l'esame dei ddl per l'amnistia e l'indulto, ritengono necessario "affiancare a tali strumenti, iniziative - hanno sottolineato i due parlamentari in commissione Giustizia al Senato - di carattere sistematico volte ad aggredire alla radice il problema del sovraffollamento carceri". Dello stesso avviso, del resto, è anche la relatrice di maggioranza dei ddl, la senatrice Nadia Ginetti, anche lei del Pd, che comunque, va detto, continua a rinviare la presentazione del testo unificato che dovrebbe scrivere a quattro mani con il relatore di minoranza Ciro Falanga di Forza Italia che non ha fatto mancare critiche alla collega parlamentare per la continua "perdita di tempo".

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Favorevoli ai ddl per amnistia e indulto sono quindi i parlamentari di Forza Italia di Silvio Berlusconi e quelli del Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, contrari si sono dichiarati i senatori del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo e anche quelli della Lega Nord di Matteo Salvini. Resta spaccato anche sui temi della giustizia, invece, il Partito democratico che invece, in quanto partito di maggioranza relativa, sarebbe chiamato a fare chiarezza.