Non ha chiesto espressamente l'approvazione di amnistia e indulto e non ha fatto appelli diretti ai governi e ai parlamenti ma è la via della clemenza generale quella che continua a indicare #Papa Francesco nell'anno del Giubileo Straordinario in favore dei detenuti ai quali in molti casi, rinchiusi in "condizioni inumane e degradanti" in carceri sovraffollate. Non cita #indulto e #amnistia ma sono ben presenti e rimarcati i concetti della tradizione giubilare sulla liberazione dei prigionieri già espressi, con più forza, nell'ultimo Giubileo da Papa Giovanni Paolo II che nel 2000 chiese ai governi misure di indulgenza per la liberazione dei detenuti, tornando poi a sollecitarle nel 2002 nel suo storico discorso nell'aula di Montecitorio, anche se poi si dovettero aspettare altri sei anni per vedere approvato l'indulto nel 2006 quando l'esecutivo era guidato dall'allora leader dell'Ulivo Romano Prodi.

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Amnistia e indulto, Papa Francesco indica la via della clemenza ma non fa appelli ai governi come fece Papa Giovanni Paolo II

"Il Signore libera i prigionieri", è la citazione del salmo 146 contenuta in uno dei passaggi della bolla giubilare di Bergoglio, intitolata "Misericordiae vultus", con la quale oggi ha indetto ufficialmente il Giubileo 2015 dando e "prescrizioni" papali. "La giustizia di Dio è il suo perdono", ha spiegato il Pontefice sottolineando che è questo "il primato della misericordia", che Bergoglio definisce una "dimensione fondamentale della missione di Gesù", perché, ha spiegato il Santo Padre, "non è l`osservanza della legge che salva, ma - ha sottolineato - la fede in Gesù Cristo". "La misericordia - ha ribadito Papa Francesco richiamando in questo le parole di Wojtyla - non è contraria alla giustizia", perché attraverso la Misericordia il Signore offre ai peccatori l'opportunità di "ravvedersi, convertirsi e credere".

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"Ciò non significa - ha puntualizzato il vescovo di Roma - svalutare la giustizia o renderla superflua, al contrario: chi sbaglia, dovrà scontare la pena. Solo che questo - ha sottolineato - il fine, ma è l'inizio della conversione, perché - ha detto Papa Bergoglio - si sperimenta la tenerezza del perdono". Indulgenza, clemenza, perdono: lo dice in tutti i modi Papa Francesco dopo che sulle carceri ha già espresso concetti durissimi contro l'ergastolo che ha paragonato alla pena di morte, contro la carcerazione preventiva di cui si è fatto largo abuso in Italia anche se con il via libera alla riforma della custodia cautelare la situazione dovrebbe cambiare, e contro il sovraffollamento penitenziario per i diritti dei detenuti che più volte Papa Francesco è andato a trovare nelle carceri per ascoltare la loro voce.