Approvata dall'Assemblea delle Nazioni Unite il 10 dicembre del 1984, a New York, la Convenzione contro la tortura è entrata in vigore il 26 giugno del 1987. Uno tra i pochissimi strumenti internazionali per la difesa dei diritti umani, la Convenzione prevede alcuni obblighi per i 145 paesi che l'hanno ratificata. Tra questi oneri bisogna ricordare: l'autorizzazione agli ispettori Onu e agli osservatori dei singoli Stati di entrare nelle carceri di ciascun paese, mediante visite a sorprese atte a constatare l'effettivo rispetto dei diritti umani e l'istituzione del diritto di asilo per quei soggetti che potrebbero essere esposti alla tortura, se rimpatriati nel paese di origine.

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Il trattato internazionale prevede anche la creazione di un Comitato contro la Tortura. Nonostante sia considerato uno tra i più incisivi tra i comitati dei diritti umani, esso può effettuare dei controlli soltanto se uno Stato aderente alla Convenzione dichiara espressamente di accettarli. Il Parlamento italiano, ad oggi, pur aderendo alla Convenzione, non ha ancora approvato la legge di ratifica prevista dal nostro ordinamento e indispensabile per renderla operante. Assieme a questa mancanza nel rispettare i propri impegni presi in sede internazionale vi è anche l'assenza di introduzione del reato di tortura nel Codice Penale da parte dell'Italia.

Lo Stato italiano ha, inoltre, sottoscritto un'altra Convenzione sulla tortura, quella del Consiglio d'Europa, ratificata da 47 Stati europei, che non è ancora operativa.

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Dunque, per chi oggi subisse delle torture nel nostro paese, è possibile rivolgersi alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo, perché l'Italia ha sottoscritto nel 1950 la Convenzione per i diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, che all'articolo tre vieta espressamente ogni tipo di tortura. Un articolo violato, secondo la recente sentenza della Corte nella causa Cestaro vs Italia, proprio dallo Stato italiano. La Cedu ha inflitto la condanna all'Italia riconoscendo la tortura e il trattamento inumano o degradante subito dai manifestanti nella scuola Diaz da parte della polizia, durante il G8 del 2001. #Unione Europea