Ad Ostuni, in una #Scuola elementare crolla il soffitto. Sfortunatamente, restano coinvolti nell'incidente due bambini ed una maestra, ma il segnale che il Paese riceve da queste notizie, a poche settimane sulla discussione della riforma della scuola, è che la questione dell'edilizia scolastica non può essere rinviata ed inoltre che non basta cercare di risolvere il problema dell'occupazione degli insegnanti (inoltre, con legittimi dubbi, per fini elettorali) per migliorare l'istruzione Italiana.

La fatiscenza scolastica

All'inizio del suo mandato, Renzi aveva fatto visita a diversi istituti, assumendo come obiettivo primario quello di permettere ai giovani di potere avere accesso alle migliori condizioni garantendo loro uno studio adeguato.

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Eppure, oggi siamo di fronte all'ennesimo caso di fatiscenza scolastica, che seppur può essere inteso in senso lato, dimostra quanto ci sia da fare, e quanto poco è stato fatto, per rendere, in primis, sicuri gli edifici scolastici. Resta allarmante il fatto che la scuola in cui si è manifestato l'incidente fosse stata sottoposta a lavori di manutenzione appena 4 mesi prima.

Stando a queste informazioni, non risulta difficile poi capire come mai per esempio dopo il disastro dell'Aquila nel 2009 proprio un edificio come la casa dello studente fosse rimasto principalmente coinvolto. Casi eccezionali a parte, a chi governa dovrebbe essere chiaro che sul fatto di avere strutture sicure siamo tutti d'accordo, resta solo da capire chi sia in grado realmente di assicurarlo.

Il passo indietro verso la scuola pubblica

L'intera vicenda porta nuovamente a ripensare alle misure prese dal #Governo circa la riforma della scuola che sembrerebbe, però, attribuire nuovi finanziamenti alle scuole private (prevalentemente di matrice clericale).

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Fermo restando che sono anche da segnalare ottime realtà a livello organizzativo e di amministrazione dello studio in alcune regioni, tuttavia, ciò si dimostra essere più l'eccezione che la regola. Forse sarebbe più giusto prendere spunto da questi buoni esempi e cercare di estenderli a tutto il territorio nazionale, assegnando a tutti le medesime opportunità basate sul principio meritocratico, se si parla ancora dell'istruzione come un settore prevalentemente statale.

Altrimenti, sarebbe meglio affidare l'istruzione, così come i luoghi in cui questa si sviluppa, ai privati, sgravandone l'onere allo Stato. Tuttavia, la questione non è tanto quella di proporre un sistema educativo più prevalentemente pubblico che privato o viceversa, quanto di mettere in risalto come spesso si sia parlato di messa in sicurezza degli edifici scolastici e poi invece come fondi necessari vadano ad essere destinati ad altri progetti. Se il futuro dell'Italia riparte dalla scuola, allora questa dovrebbe essere trattata come priorità, le quali si definiscono tali in virtù del fatto che vengono affrontate prima di altre questioni... a meno che altre non portino più voti.