Nel 1973 Giovanni De Gennaro entra nella polizia di stato. Undici anni dopo inizia la sua carriera nelle forze dell'ordine, diventando dirigente alla Criminalpol nella sezione dello Sco. Quelli sono gli anni delle operazioni antimafia a cavallo tra la Sicilia e gli Stati Uniti, condotte assieme a Giovanni Falcone. Gli arresti dei maggiori esponenti e latitanti mafiosi gli danno una prima notorietà: Zaza, Vernengo, Lucchese. Ma è nel 2006 che De Gennaro diventa realmente famoso con la cattura del numero uno di Cosa Nostra: Bernardo Provenzano. Nel 2000 diventa Capo della polizia di Stato. Nel 2001 la sua prima macchia nera: gli scontri del G8 del 2001.

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Le irruzioni della polizia nella scuola Diaz di Genova, non gli fanno pensare un attimo alla possibilità di dare le dimissioni dal suo incarico. Poi, il processo per falsa testimonianza. La Cassazione lo assolve perché "il fatto non sussiste". Da qui comincia la risalita: prima ai vertici dei servizi segreti. Verrà soprannominato dal direttore dell'FBI, Robert Mueller, "Lo Sterminatore dei draghi" e sarà inoltre l'unico straniero ad avere avuto una massima onorificenza dalla polizia federale. In seguito, viene nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del Governo Monti. Mentre Enrico Letta lo nomina presidente di uno dei gioielli di Stato: Finmeccanica. Oggi, la politica gli chiede le dimissioni in seguito alla sentenza della CEDU che condanna lo Stato italiano per i fatti del G8.

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