Matteo Renzi, nel corso della conferenza stampa del 9 aprile 2015 in compagnia del premier maltese Joseph Muscat, ha definito la situazione libica come oggettivamente pericolosa e interessante l'Europa intera.

Ad essere sottolineato è il fatto che il semplice non affrontare questo problema sarà già sinonimo di un fallimento delle istituzioni europee.

Data la situazione, anche solo a salvaguardia della dignità delle istituzioni europee, occorre dare la priorità politica al problema Libia che - continua Renzi - fino a questo momento è sembrata essere l'ultima delle preoccupazioni della politica europea.

Ora si passi dalle parole ai fatti

Renzi torna alle conclusioni tirate nell'ultimo Consiglio europeo di marzo 2015, ne ribadisce il carattere corretto e opportuno ma inizia a spingere sull'effettiva messa in pratica delle stesse.

In realtà, quella di Renzi è stata anche una chiara critica oltre che un semplice invito.

Consiglio Europeo del 19-20 marzo 2015

Tra temi esaminati nel corso del Consiglio Europeo troviamo la questione Ucraina, il problema #terrorismo, la questione energetica, la Libia e l'immigrazione.

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#Unione Europea

L'ultimo allarme

In merito all'aggravarsi della situazione in Libia, di questi giorni è anche la notizia che 1500 jihadisti provenienti dalla Tunisia stanno per sferrare un nuovo attacco in Libia su invito dello Stato Islamico.

L'appello rivolto dall'Isis ai jihadisti della Tunisia è passato attraverso la pubblicazione di un video della durata di più o meno tre minuti nel quale compaiono delle riprese dell'attacco sferrato nei confronti dell'ambasciata iraniana a fare da sfondo a quello che è stato il chiaro invito rivolto dall'Isis ai miliziani dello Stato Islamico in Tunisia. L'invito è quello di unirsi il più presto possibile alle milizie jihadiste libiche e, insieme, procedere alla liberazione della Tunisia da quelli che l'Isis ha definito quali tiranni. La notizia di questo appello e l'effettivo pericolo per un nuovo attacco in Libia trovano conferma da parte delle agenzie di intelligence che concludono affermando che "1500 miliziani tunisini sono pronti a partire per partecipare a un attacco in Libia".