Occhi puntati sugli ultimi #Sondaggi politici elettorali relativi alle intenzioni di voto per le elezioni regionali del 31 maggio 2015. Campania, Veneto, Puglia, Toscana, Liguria e Marche sono chiamate a scegliere il nuovo presidente e giunta regionale: quali sono possibilità dei candidati dei principali partiti? Abbiamo raccontato nei giorni scorsi la situazione relativa alla Campania, dove Caldoro (centro-destra) sarebbe avanti di poco su De Luca (centro-sinistra), e al Veneto, dove Zaia (centro-destra) avrebbe un margine risicato sulla Moretti (centro-sinistra). Andiamo a scoprire qual è il quadro per le altre regioni ad oggi, 27 aprile 2015.

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Sondaggi politici elettorali per elezioni regionali 2015: Toscana, Puglia e Marche fortini del PD

Non dovrebbe avere problemi il partito di Matteo Renzi ad aggiudicarsi la partita elettorale in Toscana, nelle Marche ed in Puglia: i candidati democratici, infatti, hanno un margine assai ampio nelle intenzioni di voto. In Toscana Rossi ha circa 20 punti, a detta di Demopolis, sulla concorrenza: nella regione “rossa” il PD approfitta anche delle divisioni sui fronti avversi.

Nelle Marche, invece, Luca Ceriscioli è avanti sullo sfidante e governatore uscente Gian Mario Spacca: secondo un sondaggio pubblicato dal Resto del Carlino il rappresentante del M5S Giovanni Maggi potrebbe addirittura soffiare il secondo posto al centrodestra (finirebbe 23% a 20%), con la Lega Nord al 9% in corsa solitaria con Luca Rodolfo Paolini.

Strada spianata per il Partito Democratico anche in Puglia: l’ex sindaco di Bari Michele Emiliano, infatti,è segnalato con dieci punti di margine sul centrodestra, ancora alle prese con i dissidi interni.

Regionali 2015: sondaggi politici in Liguria. PD avanti di un soffio, M5S spera nel colpaccio?

E’ forse uno dei pochi fronti aperti quello ligure. La candidata del PD Paita, infatti, è accreditata di un margine di appena 1-2 punti percentuali su Toti, sostenuto dal centrodestra compatto. Il Movimento 5 Stelle potrebbe essere la sorpresa: la candidata Salvatore, infatti, viene “pesata” da Tecné al 21%. Non è abbastanza per vincere ma si tratta di un consenso che, se trovasse riscontri reali, potrebbe essere un buon punto di partenza per i pentastellati.