I sindacati continuano la loro battaglia sul fronte della scuola. Oggi l'incontro con il governo, che è servito solo ad inasprire lo scontro, sommato al boicottaggio delle prove Invalsi da parte di studenti e professori.

Il boicottaggio delle prove Invalsi

Ieri era il giorno in cui gli studenti dei secondi anni delle scuole superiori hanno sostenuto le prove Invalsi, dei test ministeriali a crocette che servono per valutare le competenze degli studenti e di conseguenza valutare la Scuola che frequentano. Questa prova però non è molto popolare tra insegnanti e studenti.

Secondo l'ANSA infatti, un sondaggio di Skuola.net mostra come molti esponenti di entrambe le categorie abbiano dichiarato che l'avrebbero boicottata non presentandosi a scuola, in qualche caso è anche successo che gli insegnanti stessi incitassero gli studenti al boicottaggio. Coloro che protestano adducono la motivazione che il test sia inutile, dal momento che è impossibile valutare l'effettivo valore del sistema d'istruzione italiano o le competenze degli studenti (e di conseguenza anche le capacità dei loro insegnanti) con un test unico nazionale che non tiene conto delle particolari situazioni di ogni realtà.

L'incontro tra governo e sindacati

Oltre queste contestazioni, sono da registrare anche quelle che hanno seguito l'incontro tra governo e sindacati, per discutere del Ddl "La Buona Scuola", cavallo di battaglia del premier Renzi.

Secondo quanto si apprende dall'ANSA, l'incontro di oggi non è affatto servito a costruire un dialogo, al contrario lo scontro pare essersi inasprito ulteriormente. Susanna Camusso ha dichiarato che "all'incontro non si può dare un giudizio positivo: non sono state date risposte alle criticità che abbiamo proposto", mentre Barbagallo (Uil) ha usato la metafora "è come se avessimo ancora la pistola alla tempia".

Anche tutti gli esponenti delle altre sigle sindacali presenti all'incontro (Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Gilda, Snals e Cobas) si sono uniti al coro di scontento e insoddisfazione, lamentando la volontà del governo di procedere senza aspettare neanche un secondo di troppo e ignorando nella pratica le proposte di modifica.

La Camusso ha già reso nota la volontà di mettere in campo nuove iniziative di protesta, anche durante l'ormai vicino periodo degli scrutini, ed è probabile che ci sia un nuovo sciopero generale. Il ministro Giannini, dal canto suo, ha cercato di presentare la situazione in modo più ottimista dichiarando che "restano divergenze forti ma c'è la volontà di dialogo", e ha spiegato che è stato fissato un nuovo incontro al ministero per discutere ancora l'argomento con i sindacati.

È veramente possibile un dialogo tra le parti?

Quando si parla di politica siamo ormai abituati ad aspettarci di tutto. Ma vedendo la situazione attuale sembra difficile immaginare come il governo e i sindacati riescano a trovare un punto d'incontro e riuscire insieme a concepire una riforma della scuola che possa andare bene ad entrambi.

Quello che i sindacati vorrebbero è un cambiamento dei punti fondamentali del Ddl, ma il governo non è disponibile a riforme radicali, come ha più volte dichiarato lo stesso Renzi. Probabilmente lo scontro continuerà ancora a lungo e i toni sembrano essere destinati ad alzarsi ancora. Intanto, il disegno di legge dovrebbe approdare alla Camera nella giornata di oggi.