L'esame del testo del disegno di legge La Buona Scuola avvenuto oggi alla Commissione della Camera ha fatto sì che venissero approvate delle modifiche al testo originale. Non saranno solo gli insegnati a dover subire una valutazione del loro operato, ma anche i dirigenti scolastici, che saranno valutati dagli ispettori. Ecco quali sono i punti chiave della riforma e quelli più importanti del decreto del #Governo Renzi.

Scelta dei docenti e Piano Offerta Formativa triennale

È stato deciso che dovrà essere il consiglio d'istituto ad approvare il Piano di Offerta Formativa, che sarà triennale, ma potrà essere rivisto ogni anno.

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In questo particolare caso si vede leggermente ridotto il peso del dirigente scolastico, anche se forse questo non basterà ai sindacati. Per quanto riguarda i docenti, sarà possibile per i già abilitati sostenere un concorso per titoli ed esami, che sarà indetto entro il 1 ottobre 2015 e coloro che risulteranno idonei saranno assunti a tempo determinato dal 1 settembre 2016. Per quanto riguarda l'assegnazione dei posti a coloro che già sono di ruolo, ogni docente sarà assegnato ad un ambito sub-provinciale, mentre chi è già di ruolo non avrà nessun tipo di cambiamento.

Valutazione del dirigente scolastico, scuole paritarie e deleghe

Non saranno solo gli insegnati a dover subire una valutazione del loro operato, ma anche i dirigenti scolastici, che saranno valutati dagli ispettori. Anche in questo caso il dirigente vede un po' ristretto il suo potere, anche se oggettivamente di molto poco.

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Inoltre la commissione ha predisposto che i requisiti delle scuole paritarie vengano verificati tramite un piano straordinario di verifica. Per gli studenti delle scuole paritarie inoltre aumenteranno le detrazioni relative alla retta pagata: fino a 400 euro per studente. Infine, il governo è costretto a vedere ridotte le deleghe avute dal parlamento da 13 a 8 (fonte ANSA.it)

La scuola impensierisce Renzi

La questione #Scuola continua e non sembra andare proprio nel modo in cui vorrebbe il governo, non solo a causa delle parti sociali, ma anche a causa della minoranza del PD. Alcuni esponenti dem infatti hanno partecipato perfino allo sciopero generale del 5 maggio ( come Fassina e l'ormai ex PD Civati) e in più occasioni non hanno mancato di manifestare la loro completa contrarietà ai punti chiave del disegno di legge. I sindacati non vogliono arrendersi e la minoranza PD potrebbe creare dei problemi in parlamento, soprattutto dopo che la situazione si è ulteriormente scaldata a causa dello strappo di Civati.

Anche molti studenti protestano

Il boicottaggio dei test Invalsi, come è noto, è un altro smacco per il governo.

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Era stato annunciato, e agli annunci sono seguiti i fatti. Sono stati molti gli studenti che non hanno partecipato al test, molte le risposte sbagliate e molti gli appunti irriverenti sulle prove. Il ministro Giannini ha commentato duramente il fatto, dichiarando che si tratta di "un fatto gravissimo" e che "strumentalizzare questa situazione significa speculare sul futuro dei ragazzi" e infine che "collegare i test Invalsi alla discussione in corso sulla buona scuola è inaccettabile" (ansa.it). Neanche su questo fronte il governo può dire di aver ottenuto un successo. Adesso si tratta di vedere cosa succederà al momento del voto in aula, e in questo campo  Renzi è riuscito fino ad adesso ad ottenere quello che voleva. Oggi sono state smentite le voci che dicevano che sul provvedimento sarebbe stata posta la fiducia, ma sono possibili dei colpi di scena. #Matteo Renzi