Domenica 31 maggio 2015 ci saranno le elezioni regionali in Italia. Saranno in tutto 7 le regioni coinvolte, dove i cittadini dovranno recarsi alle urne per votare presidente della giunta e consiglio. L'apertura dei seggi elettorali sarà dalle ore 7 alle ore 23 e ciascun elettore, per poter accedere alle operazioni di voto, dovrà essere in possesso di tessera elettorale e documento d'identità. Andiamo a scoprire come si vota, ma anche qual è la legge elettorale che si applica, con premio di maggioranza e soglia di sbarramento per ogni regione.

Elezioni Regionali, come si vota

È possibile votare solo per un candidato alla presidenza, tramite un segno sul suo nome, piuttosto che per un candidato alla presidenza ed una lista ad egli collegata, tramite un segno sul suo nome e sul simbolo.

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Si può anche solo votare per una lista, tramite un segno sul simbolo, senza dover esprimere una preferenza per un candidato, oppure optare per il voto disgiunto, ovvero tracciare un segno sul nome di un candidato e sul simbolo di una lista ad egli non collegata. Nei casi in cui si decide di votare per una determinata lista, c'è modo di esprimere una preferenza per un candidato a consigliere regionale, scrivendo il suo cognome.

Differente è la legge elettorale delle regioni interessate, anche se di base ci si rifà alla Legge Tatarella. In Toscana è necessario che un candidato raggiunga il 40% dei voti, altrimenti si va al ballottaggio fra i due che hanno ottenuto il maggior numero di voti. Sono previste le preferenze. Riguardo al premio di maggioranza, spetta il 60% dei seggi se colui che viene eletto ottiene almeno il 45% dei voti, mentre se raccoglie meno, ma sopra il 40%, spetta il 57,5% dei seggi.

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La soglia di sbarramento è fissata al 10% per coalizioni di partiti, al 5% per liste non coalizzate e al 3% per liste presenti dentro una coalizione.

In Veneto non si prevede il ballottaggio, ma vince chi ottiene il maggior numero di voti, ne basta anche uno in più rispetto agli avversari. In merito al premio di maggioranza, spetta il 60% dei seggi se il governatore eletto ottiene almeno il 50% dei voti, mentre se ne ottiene meno, ma comunque fino al 40%, allora spetta il 57,5% dei seggi; qualora si ottengano meno voti, allora spettano il 55% dei seggi. La soglia di sbarramento è posta al 5% per ogni coalizione. Anche qui sono previste le preferenze, così come in Campania, dove non è previsto il ballottaggio e vince chi prende più voti. Il premio di maggioranza prevede il 60% dei seggi, mentre la soglia di sbarramento è al 3%.

Differente la situazione in Puglia, dove si vota in un unico turno, ma il premio di maggioranza varia a seconda dei voti che si ottengono. Superando il 40% si ottengono 29 seggi, ottenendo una cifra tra 35% e 40% si ottengono 28 seggi, che diventano 27 se si ottengono meno del 35% dei voti.

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La soglia di sbarramento è all'8% per le coalizioni o per quelle liste solitarie, mentre per le liste in coalizione è al 4%. Niente ballottaggi pure in Umbria e nelle Marche. Nel primo caso il premio di maggioranza è del 60%, mentre nel secondo caso si assegnano 18 seggi con almeno il 40% dei voti, 17 seggi con una percentuale inferiore, ma di almeno 37%, e 16 seggi fino al 34%. Riguardo alla soglia di sbarramento, invece, il 5% è il limite nelle Marche, mentre in Umbria non si applicano le preferenze. Chiudiamo con la Liguria, dove si è più volte proposto di modificare la legge elettorale per attribuire un premio di maggioranza, ma ad oggi ancora nulla. #Elezioni politiche